Il M5S che chiama al voto utile, per ribaltare l'Europa e l'Italia è quasi la cosa più ridicola che si possa sentire.
Nel Parlamento europeo sono isolati e rappresenteranno se va bene meno del 3% dei membri.
Possibilità di influenza pari a zero, come zero è persino la possibilità di farsi notare a suon di sceneggiate.
In Italia non succederà nulla, dato che non si è mai visto un Governo cadere o persino un Presidente della Repubblica dimettersi perché una forza di opposizione abbia guadagnato qualche punto percentuale, mantenendosi ad una distanza siderale da qualsiasi remota possibilità di avere la maggioranza dei seggi alle elezioni nazionali.
Il porcellum è morto e persino dalle parti del M5S dovranno farsene una ragione.
Ma la palma del ridicolo è tutta del PD, che invoca un voto contro il pericolo del populismo.
Parliamo dello stesso PD che ha dato tutto il potere a uno per via plebiscitaria, che ha in mente di abolire il Senato elettivo così si risparmia, che governa in coppia con un partito di conservatori inquisiti, che ha ideato una legge elettorale ispirata alla legge Acerbo.
Che, in altre parole, da quando Renzi è stato eletto segretario non fa altro che gareggiare sul fronte del populismo più spinto, disprezzando apertamente qualsiasi tentativo di mantenere il discorso pubblico all'interno di un quadro minimo di razionalità.
Mentre fa questo naturalmente non disdegna di precarizzare ancora il lavoro come unico atto concreto nei primi 100 giorni.
Nessun problema per chi li vota in coscienza.
Per tutti gli altri c'è l'Altra Europa.
di Giovanni Paglia
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venerdì 23 maggio 2014
sabato 17 maggio 2014
HANNO TRIVELLATO AL LARGO DELLE COSTE DEL GARGANO
"Hanno trivellato al largo delle coste del Gargano"
Questo succederà se nei luoghi di decisioni delle politiche pubbliche non ci saranno rappresentanti del Movimento NO-TRIV.
Le elezioni sono un momento di scelta di quelle persone che rappresentato gli interessi e gli ideali degli elettori.
Chi non vuole che il Mare Adriatico e il Mar Mediterraneo, "Mare Nostrum" Europeo diventi luoghi di speculazione dei petrolieri deve sostenere chi da anni combatte queste battaglie soprattutto durante le elezioni, perchè solo in questo modo si potranno sedere nei "luoghi che contano" chi vuole concretizzare il nostro impegno e le nostre volontà
Le recenti notizie che giungono dalla Croazia su una possibile trivellazione al largo dell'Isola di Pelagosa a poche miglia dalla costa italiana, rende l'idea che gli ideali NO-TRIV sono inefficienti se rimangono nel recito nazionale o territoriale. Il Mare è di tutti e le decisioni devono essere prese in maniera Europa. Solo con l'Unione Europea, con un coordinamento degli Stati dell'Unione e degli Stati Europei si può impedire ai petrolieri di rovinare il territorio e quindi l'economia del turismo e della pesca.
I partiti presenti in tutta Europa che sostengono Tsipras alla presidenza della commissione Europeo sono NO-TRIV.
La lista italiana, L'Altra Europa per Tsipras si impegnerà a difende il mare dai petrolieri e a renderla risorse di sviluppo sostenibile.
Lo farà. Lo testimonia la presenza della candidatura nella circoscrizione SUD di Enzo Di Salvatore, professore associato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo, dove insegna diritto costituzionale italiano e comparato, diritto pubblico comparato, diritto costituzionale. Ha aderito alla campagna di sensibilizzazione “Energia, Ambiente, Costituzione”, lanciata dal Coordinamento nazionale No Triv. Ha organizzato diversi convegni, tra i quali “Petrolio, Ambiente, Salute” (2012) e “Taranto è in Europa! La sentenza della Corte costituzionale sul decreto salva-Ilva” (2013). Ha elaborato una proposta di legge regionale sugli idrocarburi (2009). Ha coadiuvato alcuni Comuni nella presentazione del primo ricorso dinanzi al TAR Lazio contro un permesso di ricerca di idrocarburi in terraferma. Nel febbraio 2014 ha presentato una relazione alle Commissioni riunite VIII e X della Camera dei Deputati sulla risoluzione 7-00034 dedicata alle attività petrolifere in mare. Attualmente sta lavorando alla elaborazione di un progetto di legge nazionale sulla disciplina degli idrocarburi liquidi e gassosi.
Qualcuno può dire che anche il M5S è contro le trivellazioni, ma per le regole europee, per avere peso in Parlamento, bisogna formare un gruppo o farne parte. Ma il gruppo non può avere rappresentanti di un unico paese e deve essere composto minimo da 30 membri. Il M5S se gli va bene potrà avere 20 europarlamentari solo italiani, invece l'alleanza europea che sostiene Tsipras supera i 60 membri.
Non esistere essere destra,sinistra, centro o niente, ma se si è NO-TRIV oppure a favore delle trivellazioni.
Se non sei a favore delle trivellazioni vota Altra Europa per Tsipras. A questa lista e a questi candidati
Dagli più forza per contare
Dagli più forza se non vuoi le trivellazioni di fronte casa tua
Dagli più forza se vuoi contare tu
www.listatsipras.eu
Questo succederà se nei luoghi di decisioni delle politiche pubbliche non ci saranno rappresentanti del Movimento NO-TRIV.
Le elezioni sono un momento di scelta di quelle persone che rappresentato gli interessi e gli ideali degli elettori.
Chi non vuole che il Mare Adriatico e il Mar Mediterraneo, "Mare Nostrum" Europeo diventi luoghi di speculazione dei petrolieri deve sostenere chi da anni combatte queste battaglie soprattutto durante le elezioni, perchè solo in questo modo si potranno sedere nei "luoghi che contano" chi vuole concretizzare il nostro impegno e le nostre volontà
Le recenti notizie che giungono dalla Croazia su una possibile trivellazione al largo dell'Isola di Pelagosa a poche miglia dalla costa italiana, rende l'idea che gli ideali NO-TRIV sono inefficienti se rimangono nel recito nazionale o territoriale. Il Mare è di tutti e le decisioni devono essere prese in maniera Europa. Solo con l'Unione Europea, con un coordinamento degli Stati dell'Unione e degli Stati Europei si può impedire ai petrolieri di rovinare il territorio e quindi l'economia del turismo e della pesca.
I partiti presenti in tutta Europa che sostengono Tsipras alla presidenza della commissione Europeo sono NO-TRIV.
La lista italiana, L'Altra Europa per Tsipras si impegnerà a difende il mare dai petrolieri e a renderla risorse di sviluppo sostenibile.
Lo farà. Lo testimonia la presenza della candidatura nella circoscrizione SUD di Enzo Di Salvatore, professore associato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo, dove insegna diritto costituzionale italiano e comparato, diritto pubblico comparato, diritto costituzionale. Ha aderito alla campagna di sensibilizzazione “Energia, Ambiente, Costituzione”, lanciata dal Coordinamento nazionale No Triv. Ha organizzato diversi convegni, tra i quali “Petrolio, Ambiente, Salute” (2012) e “Taranto è in Europa! La sentenza della Corte costituzionale sul decreto salva-Ilva” (2013). Ha elaborato una proposta di legge regionale sugli idrocarburi (2009). Ha coadiuvato alcuni Comuni nella presentazione del primo ricorso dinanzi al TAR Lazio contro un permesso di ricerca di idrocarburi in terraferma. Nel febbraio 2014 ha presentato una relazione alle Commissioni riunite VIII e X della Camera dei Deputati sulla risoluzione 7-00034 dedicata alle attività petrolifere in mare. Attualmente sta lavorando alla elaborazione di un progetto di legge nazionale sulla disciplina degli idrocarburi liquidi e gassosi.
Qualcuno può dire che anche il M5S è contro le trivellazioni, ma per le regole europee, per avere peso in Parlamento, bisogna formare un gruppo o farne parte. Ma il gruppo non può avere rappresentanti di un unico paese e deve essere composto minimo da 30 membri. Il M5S se gli va bene potrà avere 20 europarlamentari solo italiani, invece l'alleanza europea che sostiene Tsipras supera i 60 membri.
Non esistere essere destra,sinistra, centro o niente, ma se si è NO-TRIV oppure a favore delle trivellazioni.
Se non sei a favore delle trivellazioni vota Altra Europa per Tsipras. A questa lista e a questi candidati
Dagli più forza per contare
Dagli più forza se non vuoi le trivellazioni di fronte casa tua
Dagli più forza se vuoi contare tu
www.listatsipras.eu
martedì 13 maggio 2014
la presa in giro del #vinciamonoi . Il M5S illude gli italiani. In Europa non conteranno niente.
Facciamo un po' di chiarezza: #vinciamonoi ...ma cosa???
Il M5S - sempre che non si allei con qualcuno - non avrà margini di manovra all'interno del Parlamento europeo poiché non potrà costituirsi come "gruppo".
Il Regolamento del Parlamento europeo a tal riguardo parla chiaro: "Un gruppo politico deve essere composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri e deve constare di almeno 25 deputati" (art 30). Una lista che è presente in un solo Paese, che elegge deputati provenienti da un solo Paese e che non vuole fare alleanze con nessun altro non può costituirsi "gruppo" nel Parlamento europeo.
A questo punto il grillino medio mi risponderà:
«Noi non faremo alleanze con la Ka$ta... entreremo tra i non iscritti #vinciamonoi !!».
Prevedendo appunto già la risposta, mi permetto di informarvi su ciò che il vostro mentore non vi dice:
«Ma lo sapete che i non iscritti nel Parlamento europeo contano quanto il #2dibriscola?!?!?!? Cari miei grillini, esser eletti al Parlamento europeo è tutta un’altra storia. Le alleanze contano e sono strettamente necessarie per incidere nel procedimento politico-legislativo. Anche con 25/30 membri, se non si è "gruppo" al Parlamento europeo non serve a nulla. Ad esempio, i poteri procedurali: in assemblea gli emendamenti li presentano solo i "gruppi", i membri non iscritti non possono fare niente, nemmeno intervenire. Se non si è iscritti ad un "gruppo" la capacità decisionale è praticamente irrisoria.... Staremo a vedere cosa si inventeranno il grande statista Grillo e il suo mentore Casaleggio dopo il 25 maggio.... comunque ricordatevi: #vinceretevoilpanettonepernatale2015!
di Maria Pia
«La lista l'altra Europa con Tsipras avrà pochi voti quindi è un voto inutile per chi vuole cambiare l'Europa». FALSO!
La nostra è una lista europea e saremo, secondo tutti i sondaggi, il terzo gruppo dietro a socialisti e popolari, il terzo incomodo in grado di rompere le larghe intese che fino ad ora hanno portato solo tagli e povertà.
Saremo determinanti per una svolta nelle politiche europee, eleggendo deputati da tutti i paesi, al contrario del Movimento 5 Stelle.
Il M5S - sempre che non si allei con i neofascisti e nazionalisti di Farage e Le Pen - resterà da solo, con una manciata di deputati assolutamente inutili e senza un gruppo politico di riferimento poiché ha deciso di non parlare con nessun'altra forza europea condannandosi alla mera testimonianza.
Noi andiamo in Europa per cambiarla, loro solo per strillare.
#primalepersone dalla Pagina Facebook di L'Altra Europa per Tsipras
"Rispetto a molte candidature 5 stelle, i candidati de "L'Altra Europa con Tsipras" sono molto credibili perché in tempi non sospetti si sono dati da fare per i beni comuni e per il bene della società civile. Non sono candidature calate dall'alto. Qual è la differenza? Che noi, provenendo tutti dai movimenti, il 26 maggio, qualora non dovessimo essere eletti, continueremmo ad impegnarci rispetto ai tempi per i quali ci siamo impegnati finora. In questo sta la credibilità"
Enzo Di Salvatore candidato con l'Altra Europa per Tsipras - Collegio Sud
UN PARLAMENTARE DI L'ALTRA EUROPA VALE DI PIù DI 20 PARLAMENTARI GRILLINI
Il M5S - sempre che non si allei con qualcuno - non avrà margini di manovra all'interno del Parlamento europeo poiché non potrà costituirsi come "gruppo".
Il Regolamento del Parlamento europeo a tal riguardo parla chiaro: "Un gruppo politico deve essere composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri e deve constare di almeno 25 deputati" (art 30). Una lista che è presente in un solo Paese, che elegge deputati provenienti da un solo Paese e che non vuole fare alleanze con nessun altro non può costituirsi "gruppo" nel Parlamento europeo.
A questo punto il grillino medio mi risponderà:
«Noi non faremo alleanze con la Ka$ta... entreremo tra i non iscritti #vinciamonoi !!».
Prevedendo appunto già la risposta, mi permetto di informarvi su ciò che il vostro mentore non vi dice:
«Ma lo sapete che i non iscritti nel Parlamento europeo contano quanto il #2dibriscola?!?!?!? Cari miei grillini, esser eletti al Parlamento europeo è tutta un’altra storia. Le alleanze contano e sono strettamente necessarie per incidere nel procedimento politico-legislativo. Anche con 25/30 membri, se non si è "gruppo" al Parlamento europeo non serve a nulla. Ad esempio, i poteri procedurali: in assemblea gli emendamenti li presentano solo i "gruppi", i membri non iscritti non possono fare niente, nemmeno intervenire. Se non si è iscritti ad un "gruppo" la capacità decisionale è praticamente irrisoria.... Staremo a vedere cosa si inventeranno il grande statista Grillo e il suo mentore Casaleggio dopo il 25 maggio.... comunque ricordatevi: #vinceretevoilpanettonepernatale2015!
di Maria Pia
«La lista l'altra Europa con Tsipras avrà pochi voti quindi è un voto inutile per chi vuole cambiare l'Europa». FALSO!
La nostra è una lista europea e saremo, secondo tutti i sondaggi, il terzo gruppo dietro a socialisti e popolari, il terzo incomodo in grado di rompere le larghe intese che fino ad ora hanno portato solo tagli e povertà.
Saremo determinanti per una svolta nelle politiche europee, eleggendo deputati da tutti i paesi, al contrario del Movimento 5 Stelle.
Il M5S - sempre che non si allei con i neofascisti e nazionalisti di Farage e Le Pen - resterà da solo, con una manciata di deputati assolutamente inutili e senza un gruppo politico di riferimento poiché ha deciso di non parlare con nessun'altra forza europea condannandosi alla mera testimonianza.
Noi andiamo in Europa per cambiarla, loro solo per strillare.
#primalepersone dalla Pagina Facebook di L'Altra Europa per Tsipras
"Rispetto a molte candidature 5 stelle, i candidati de "L'Altra Europa con Tsipras" sono molto credibili perché in tempi non sospetti si sono dati da fare per i beni comuni e per il bene della società civile. Non sono candidature calate dall'alto. Qual è la differenza? Che noi, provenendo tutti dai movimenti, il 26 maggio, qualora non dovessimo essere eletti, continueremmo ad impegnarci rispetto ai tempi per i quali ci siamo impegnati finora. In questo sta la credibilità"
Enzo Di Salvatore candidato con l'Altra Europa per Tsipras - Collegio Sud
UN PARLAMENTARE DI L'ALTRA EUROPA VALE DI PIù DI 20 PARLAMENTARI GRILLINI
Palle da disinnescare. #primalepersone insieme alla verità
Siccome sono stufa delle PALLE che tv, giornali e altri partiti raccontano su Tsipras, qui sotto ho scritto quelle secondo me più assurde e come è' la realtà.
-voto inutile: non raggiungerà il quorum. Realtà: quasi tutti gli ultimi sondaggi danno la lista al 4%, quindi con quorum raggiunto. Non votarla perché si ha paura che sia un voto inutile, avrà l'unico risultato di renderlo davvero inutile. Quando non c'è la certezza matematica, gli sforzi per votarla e convincere anche gli altri a votarla, dovrebbero essere maggiori e non minori, perché OGNI VOTO CONTA.
- Perché votare un greco e non un italiano? Realtà: nessun partito in Italia porta un italiano come candidato alla presidenza della Commissione: il PD porta il tedesco Martin Schultz, Forza Italia, UDC e NCD il lussemburghese Junker; il M5S non ha fatto alcun accordo con altri partiti europei quindi non porta nessun candidato per la presidenza...poi c'è la Lista Tsipras che porta appunto il greco Alexis Tsipras, consapevole che l'Europa meridionale (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo ecc) si dovrebbe alleare contro le misure di austerity che i paesi del nord europa ci impongono. Questo per dire che nessun partito porta un italiano, per la carica più importante: o porta qualcuno di un altro paese o non porta nessuno. Poi invece ovviamente ogni partito ha dei candidati italiani per il posto al parlamento europeo, ma questi ce li hanno tutti, appunto. Sembra un discorso scontato ma mi sono accorta che molta gente ha le idee poco chiare su queste elezioni.
- Ora tutti nei loro manifesti si dichiarano contro l'austerity e a favore degli interessi dell'Italia. Realtà: il pareggio di bilancio in costituzione e' stato introdotto con I governi Berlusconi e Monti e il PD in tutti questi anni non ha mai messo in discussione le misure drastiche che la Germania ci ha chiesto. Ora il PD arriva a dire che il nostro voto, sottratto al loro, favorirebbe la Merkel e Barroso, senza considerare neanche per un attimo che sono stati loro ad andare a braccetto proprio con la Merkel e Barroso in tutti questi anni.
- Se si parla poco della Lista Tsipras significa che non è' importante. Realtà: e' proprio l'opposto. Visto che la Germania considera Tsipras "l'uomo più pericoloso d'Europa" e la Merkel non l'ha voluto nemmeno incontrare, e' un personaggio scomodo e quindi meno se ne parla e meglio è'. Basta vedere che mentre persino Grillo viene invitato (e ci va!) da Vespa, la Lista Tsipras in tv e' praticamente inesistente. Perché Alexis Tsipras e' considerato pericoloso? Perché è' stato il primo a dire "Prima le persone, poi le banche". E non lo ha solo fatto, in Grecia stanno cercando di metterlo in pratica.
Si sta facendo di tutto per non parlare della Lista Tsipras o per distorcere le informazioni. Se ne condividi le battaglie aiutaci a "disinnescare le palle" magari anche condividendo questo messaggio.
di Valeria Lauriola
-voto inutile: non raggiungerà il quorum. Realtà: quasi tutti gli ultimi sondaggi danno la lista al 4%, quindi con quorum raggiunto. Non votarla perché si ha paura che sia un voto inutile, avrà l'unico risultato di renderlo davvero inutile. Quando non c'è la certezza matematica, gli sforzi per votarla e convincere anche gli altri a votarla, dovrebbero essere maggiori e non minori, perché OGNI VOTO CONTA.
- Perché votare un greco e non un italiano? Realtà: nessun partito in Italia porta un italiano come candidato alla presidenza della Commissione: il PD porta il tedesco Martin Schultz, Forza Italia, UDC e NCD il lussemburghese Junker; il M5S non ha fatto alcun accordo con altri partiti europei quindi non porta nessun candidato per la presidenza...poi c'è la Lista Tsipras che porta appunto il greco Alexis Tsipras, consapevole che l'Europa meridionale (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo ecc) si dovrebbe alleare contro le misure di austerity che i paesi del nord europa ci impongono. Questo per dire che nessun partito porta un italiano, per la carica più importante: o porta qualcuno di un altro paese o non porta nessuno. Poi invece ovviamente ogni partito ha dei candidati italiani per il posto al parlamento europeo, ma questi ce li hanno tutti, appunto. Sembra un discorso scontato ma mi sono accorta che molta gente ha le idee poco chiare su queste elezioni.
- Ora tutti nei loro manifesti si dichiarano contro l'austerity e a favore degli interessi dell'Italia. Realtà: il pareggio di bilancio in costituzione e' stato introdotto con I governi Berlusconi e Monti e il PD in tutti questi anni non ha mai messo in discussione le misure drastiche che la Germania ci ha chiesto. Ora il PD arriva a dire che il nostro voto, sottratto al loro, favorirebbe la Merkel e Barroso, senza considerare neanche per un attimo che sono stati loro ad andare a braccetto proprio con la Merkel e Barroso in tutti questi anni.
- Se si parla poco della Lista Tsipras significa che non è' importante. Realtà: e' proprio l'opposto. Visto che la Germania considera Tsipras "l'uomo più pericoloso d'Europa" e la Merkel non l'ha voluto nemmeno incontrare, e' un personaggio scomodo e quindi meno se ne parla e meglio è'. Basta vedere che mentre persino Grillo viene invitato (e ci va!) da Vespa, la Lista Tsipras in tv e' praticamente inesistente. Perché Alexis Tsipras e' considerato pericoloso? Perché è' stato il primo a dire "Prima le persone, poi le banche". E non lo ha solo fatto, in Grecia stanno cercando di metterlo in pratica.
Si sta facendo di tutto per non parlare della Lista Tsipras o per distorcere le informazioni. Se ne condividi le battaglie aiutaci a "disinnescare le palle" magari anche condividendo questo messaggio.
di Valeria Lauriola
venerdì 9 maggio 2014
è colpa dell'Europa....
è colpa dell'Europa se in Italia la pressione fiscale supera il 50%?
è colpa dell'Europa se l'Italia occupa il 179esimo posto nella classifica della libertà di stampa?
è colpa dell'Europa se l'Italia occupa il 60esimo posto nella classifica della corruzione dietro il Ghana?
è colpa dell'Europa se in Italia ci sono 4 organizzazioni mafiose?
è colpa dell'Europa se la Reggia di Caserta e l'area archeologica di Pompei cade a pezzi?
è colpa dell'Europa se in Italia gli edifici scolastici cadono a pezzi?
è colpa dell'Europa se l'Italia risulta 50esima nell'indice della propensione a sfruttare le opportunità offerte della tecnologia ICT?
è colpa dell'Europa se le regioni italiane non riescono a spendere i fondi dei finanziamenti europei e quando succede lo fanno male?
è colpa dell'Europa se un operaio della Fiat guadagna quasi la metà di un della Mercedes?
è colpa dell'Europa se l'Italia è sotto la media OCSE nell'indice dello sviluppo umano?
è colpa dell'Europa se l'Italia risulta 33esima nell'indice di equità di genere e quart'ultima tra gli Stati Europei?
è colpa dell'Europa se l'efficienza della P.A Italia è al 24 posto su 28 degli Stati UE?
è colpa dell'Europa se il sistema giudiziario è lentissimo?
è colpa dell'Europa se le Università italiane sono comandate dai baroni?
è colpa dell'Europa se l'Italia non prevede nessun sostegno di reddito di cittadinanza?
è colpa dell'Europa se non c'è una legge che regoli eutanasia?
è colpa dell'Europa se le droghe leggere e la prostituzione sono gestite dalla criminalità organizzata?
è colpa dell'Europa l'emorragia di "fuga di cervelli"?
è colpa dell'Europa se le condizioni dei carcerati è da terzo mondo?
è colpa dell'Europa se nelle campagne della Capitanata, nella locride e in Campania esistono ghetti dove vengono schiavizzati immigrati che raccolgono pomodori per 20 euro al giorno per 12 ore di lavoro?
è colpa dell'Europa se l'Italia è diventata la "terra dei fuochi"?
è colpa dell'Europa se in Italia otto metri quadrati di suolo se ne vanno ogni secondo coperti di cemento e asfalto più della media europea?
è colpa dell'Europa se in Italia le morti sul lavoro aumentano?
è colpa dell'Europa se in Italia non c'è nessuna tutela per le coppie omosessuali?
è colpa dell'Europa che l'Italia è tra i 5 peggiori paesi dell'UE per quando riguarda la dispersione scolastica?
è colpa dell'Europa se il debito pubblico continua ad aumentare ed è uno dei più alti al mondo?
è colpa dell'Europa se in Italia si continua a morire per colpa dell'amianto?
è colpa dell'Europa se i fascisti sono diventati ministri del governo italiano?
è colpa dell'Europa se in Francia l'occupazione tra i disabili è del 36% e in Italia del 18%?
è colpa dell'Europa se l'Italia non ha un piano nazionale dell'energia e con la nostra bolletta paghiamo i petrolieri?
è colpa dell'Europa se una persona che è nata, cresciuta, in Italia e qui ha studiato e lavorato, che parla il dialetto della città in cui vive e non ha mai visto il paese di provenienza dei suoi genitorinon sia italiano?
è colpa dell'Europa se noi italiani eleggiamo truffatori e li difendiamo pure invece di chiedere che questi non amministrino più la cosa pubblica?
è colpa dell'Europa se in Italia da 20 anni domina la scena politica un miliardario che controlla la metà dei mezzi di informazione che ha ospitato un mafioso nella sua villa, ha baciato le mani del dittatore Gheddafi e ha fatto dire alla Camera dei Deputati che la minorenne che si scopava era la nipote del Presidente dell'Egitto?
è colpa dell'Europa se un'altro miliardario semina odio e più alza i toni più guadagna soldi con il suo blog?
è colpa dell'Europa se gli italiani pagano per andare a sentire un comizio?
è colpa dell'Europa della sospensione della democrazia organizzata dallo Stato quale è il G8 di Genova del 2001?
è colpa dell'Europa se gli europarlamentari italiani sono tra i più assenteisti?
è colpa dell'Europa se in Italia dei poliziotti che uccidono un ragazzino subiscono solo qualche anno di carcere, eppoi rientrano in servizio al rumore degli applausi dei loro colleghi?
è colpa dell'Europa se i capi ultras delle squadre di calcio minacciano le società calcistiche e stringono affari con la politica?
è colpa dell'Europa se noi italiani candidiamo al parlamento europeo dei riciclati della politica che considerano Strasburgo un posto dove c'è una poltrona e non dove si decidono le sorti dell'Italia, e che le elezioni europee le consideriamo un momento di diatriba per interessi personali invece di pensare europeo?
L'Altra Europa con Tsipras non parla semplicemente dell'Europa ma pensa europeo. Forse pochi sanno che con le elezioni europee non si forma solo il Parlamento Europeo ma si designa anche il Presidente della Commissione Europea. Il nostro candidato alla commissione, appunto Tsipras è protagonista della campagna elettorale, invece gli altri partiti neanche li menzionano o come il caso del M5S neanche ce l'hanno.
Abbiamo un'alleanza europea con tanti partiti in ogni paese dell'UE. Entreremo in un unico gruppo parlamentare europeo e sosteniamo in maniera coerente un candidato europeo diversamente dagli altri partiti italiani.
Grillo se vince le elezioni in Italia (che non sono politiche ricordiamoglielo quando minaccia il diritto di formare un governo) con i suoi 20 parlamentari (se gli va benissimo) non potrà contare niente in un parlamento composto da 751 membri perchè loro non hanno alleanze e candidati alla commissione, che il loro motto "ci alleiamo sugli argomenti" in europa (così come dimostrato in Italia) non serve perchè le alleanze creano le politiche da perseguire. I partiti di destra sono contraddittori, corrono divisi facendo gli anti-europeisti (come Forza Italia e Fratelli d'italia) ma entrano tutti nel PPE responsabile delle politiche di austerity che a parole condannano così come il PD che ha avvallato tutte le scelte disastrose della Troika.
Tutti i partiti hanno votato il fiscal compact addirittura anche la Lega Nord ha votato l'introduzione non richiesta del pareggio di bilancio nella Costituzione.
L'Unione Europea deve cambiare radicalmente ma noi italiani siamo artefici del nostro destino con le nostre scelte.
Prendiamoci la responsabilità di cambiare l'Europa con chi coerentemente e fattivamente può farlo, adottando politiche economiche che guardano prima alle persone eppoi ai conti.
I nostri candidati da sempre si occupano della cosa pubblica, non sono politici di professione, non sono trombati della politica, portatori di voti o sconosciuti demagoghi capaci solo di urlare.
Informatevi su queste elezioni, sulle funzioni degli organi dell'UE, su questa lista e su quello che hanno fatto gli altri partiti
www.listatsipras.eu
è colpa dell'Europa se l'Italia occupa il 179esimo posto nella classifica della libertà di stampa?
è colpa dell'Europa se l'Italia occupa il 60esimo posto nella classifica della corruzione dietro il Ghana?
è colpa dell'Europa se in Italia ci sono 4 organizzazioni mafiose?
è colpa dell'Europa se la Reggia di Caserta e l'area archeologica di Pompei cade a pezzi?
è colpa dell'Europa se in Italia gli edifici scolastici cadono a pezzi?
è colpa dell'Europa se l'Italia risulta 50esima nell'indice della propensione a sfruttare le opportunità offerte della tecnologia ICT?
è colpa dell'Europa se le regioni italiane non riescono a spendere i fondi dei finanziamenti europei e quando succede lo fanno male?
è colpa dell'Europa se un operaio della Fiat guadagna quasi la metà di un della Mercedes?
è colpa dell'Europa se l'Italia è sotto la media OCSE nell'indice dello sviluppo umano?
è colpa dell'Europa se l'Italia risulta 33esima nell'indice di equità di genere e quart'ultima tra gli Stati Europei?
è colpa dell'Europa se l'efficienza della P.A Italia è al 24 posto su 28 degli Stati UE?
è colpa dell'Europa se il sistema giudiziario è lentissimo?
è colpa dell'Europa se le Università italiane sono comandate dai baroni?
è colpa dell'Europa se l'Italia non prevede nessun sostegno di reddito di cittadinanza?
è colpa dell'Europa se non c'è una legge che regoli eutanasia?
è colpa dell'Europa se le droghe leggere e la prostituzione sono gestite dalla criminalità organizzata?
è colpa dell'Europa l'emorragia di "fuga di cervelli"?
è colpa dell'Europa se le condizioni dei carcerati è da terzo mondo?
è colpa dell'Europa se nelle campagne della Capitanata, nella locride e in Campania esistono ghetti dove vengono schiavizzati immigrati che raccolgono pomodori per 20 euro al giorno per 12 ore di lavoro?
è colpa dell'Europa se l'Italia è diventata la "terra dei fuochi"?
è colpa dell'Europa se in Italia otto metri quadrati di suolo se ne vanno ogni secondo coperti di cemento e asfalto più della media europea?
è colpa dell'Europa se in Italia le morti sul lavoro aumentano?
è colpa dell'Europa se in Italia non c'è nessuna tutela per le coppie omosessuali?
è colpa dell'Europa che l'Italia è tra i 5 peggiori paesi dell'UE per quando riguarda la dispersione scolastica?
è colpa dell'Europa se il debito pubblico continua ad aumentare ed è uno dei più alti al mondo?
è colpa dell'Europa se in Italia si continua a morire per colpa dell'amianto?
è colpa dell'Europa se i fascisti sono diventati ministri del governo italiano?
è colpa dell'Europa se in Francia l'occupazione tra i disabili è del 36% e in Italia del 18%?
è colpa dell'Europa se l'Italia non ha un piano nazionale dell'energia e con la nostra bolletta paghiamo i petrolieri?
è colpa dell'Europa se una persona che è nata, cresciuta, in Italia e qui ha studiato e lavorato, che parla il dialetto della città in cui vive e non ha mai visto il paese di provenienza dei suoi genitorinon sia italiano?
è colpa dell'Europa se noi italiani eleggiamo truffatori e li difendiamo pure invece di chiedere che questi non amministrino più la cosa pubblica?
è colpa dell'Europa se in Italia da 20 anni domina la scena politica un miliardario che controlla la metà dei mezzi di informazione che ha ospitato un mafioso nella sua villa, ha baciato le mani del dittatore Gheddafi e ha fatto dire alla Camera dei Deputati che la minorenne che si scopava era la nipote del Presidente dell'Egitto?
è colpa dell'Europa se un'altro miliardario semina odio e più alza i toni più guadagna soldi con il suo blog?
è colpa dell'Europa se gli italiani pagano per andare a sentire un comizio?
è colpa dell'Europa della sospensione della democrazia organizzata dallo Stato quale è il G8 di Genova del 2001?
è colpa dell'Europa se gli europarlamentari italiani sono tra i più assenteisti?
è colpa dell'Europa se in Italia dei poliziotti che uccidono un ragazzino subiscono solo qualche anno di carcere, eppoi rientrano in servizio al rumore degli applausi dei loro colleghi?
è colpa dell'Europa se i capi ultras delle squadre di calcio minacciano le società calcistiche e stringono affari con la politica?
è colpa dell'Europa se noi italiani candidiamo al parlamento europeo dei riciclati della politica che considerano Strasburgo un posto dove c'è una poltrona e non dove si decidono le sorti dell'Italia, e che le elezioni europee le consideriamo un momento di diatriba per interessi personali invece di pensare europeo?
L'Altra Europa con Tsipras non parla semplicemente dell'Europa ma pensa europeo. Forse pochi sanno che con le elezioni europee non si forma solo il Parlamento Europeo ma si designa anche il Presidente della Commissione Europea. Il nostro candidato alla commissione, appunto Tsipras è protagonista della campagna elettorale, invece gli altri partiti neanche li menzionano o come il caso del M5S neanche ce l'hanno.
Abbiamo un'alleanza europea con tanti partiti in ogni paese dell'UE. Entreremo in un unico gruppo parlamentare europeo e sosteniamo in maniera coerente un candidato europeo diversamente dagli altri partiti italiani.
Grillo se vince le elezioni in Italia (che non sono politiche ricordiamoglielo quando minaccia il diritto di formare un governo) con i suoi 20 parlamentari (se gli va benissimo) non potrà contare niente in un parlamento composto da 751 membri perchè loro non hanno alleanze e candidati alla commissione, che il loro motto "ci alleiamo sugli argomenti" in europa (così come dimostrato in Italia) non serve perchè le alleanze creano le politiche da perseguire. I partiti di destra sono contraddittori, corrono divisi facendo gli anti-europeisti (come Forza Italia e Fratelli d'italia) ma entrano tutti nel PPE responsabile delle politiche di austerity che a parole condannano così come il PD che ha avvallato tutte le scelte disastrose della Troika.
Tutti i partiti hanno votato il fiscal compact addirittura anche la Lega Nord ha votato l'introduzione non richiesta del pareggio di bilancio nella Costituzione.
L'Unione Europea deve cambiare radicalmente ma noi italiani siamo artefici del nostro destino con le nostre scelte.
Prendiamoci la responsabilità di cambiare l'Europa con chi coerentemente e fattivamente può farlo, adottando politiche economiche che guardano prima alle persone eppoi ai conti.
I nostri candidati da sempre si occupano della cosa pubblica, non sono politici di professione, non sono trombati della politica, portatori di voti o sconosciuti demagoghi capaci solo di urlare.
Informatevi su queste elezioni, sulle funzioni degli organi dell'UE, su questa lista e su quello che hanno fatto gli altri partiti
www.listatsipras.eu
lunedì 28 aprile 2014
Un'Altra Europa per evitare un'altra Weimar #primalepersone
I partiti nazionalisti, nazisti e antieuropei saranno primi in alcuni nazioni come in Francia con il Front National di Le Pen, in Italia con M5S - Lega Nord - Fratelli d'Italia, in Gran Bretagna con l'Ukip di Farage, in Ungheria con Jobbik, e prenderanno un sacco di voti in Grecia con Alba Dorata, Vlaams Belang del Belgio, il PVV nei Paesi Bassi, , FPO austriaco e Legge e Giustizia in Polonia.
Per la composizione del parlamento europeo si vota in tutta Europa con un sistema proporzionale e in alcune nazioni non è previsto neanche la soglia di sbarramento come in Italia.
Questi non si alleeranno con nessuno ma servirà una maggioranza in grado di sostenere la Commissione Europea. PPE e PSE dovranno coalizzarsi replicando quello che è successo in Italia negli ultimi anni formando governi che non hanno alleviato i problemi perché troppo ibridi e distanti ma anzi hanno peggiorato la situazione dando il modo ai populisti e anti-europei di speculare sulla crisi per far crescere i propri consensi.
Queste elezioni europee posso dare una bussola all'intera UE per definire una strategia di politiche economiche e sociali capaci di abbattere la disoccupazione proteggendo la dignità sociale di tutti gli europei, oppure ritornare ad un'Europa degli anni 30 del Novecento dove ogni nazione si guardava in cagnesco e voleva sopraffare l'altro portandoci alla II Guerra Mondiale. Ed è per questo motivo, più che mai prendersi la propria responsabilità e liberamente andare a votare.
Nell'attuale mondo globalizzato un'Europa divisa è facilmente sottomessa (più di adesso) alle grandi potenze come USA, Cina, India, Russia e Brasile.
Dal Trattato di Roma del 1957 ad oggi sono stati fatti molti progressi verso l'integrazione europea ma anche molti passi falsi e passi indietro che hanno contribuito ad esasperare la crisi economica e ad intensificare la crisi democratica. Il malcontento verso l'Unione è ai massimi storici e la paura è la disperazione costruiscono barriere invece che abbatterle così come dovrebbe essere.
L'Europa deve cambiare, l'Euro deve cambiare, le politiche economiche e monetarie devono cambiare, i processi decisionali devono cambiare, le politiche di accoglienza devono cambiare, le politiche sociali e dei diritti devono cambiare, le politiche estere devono cambiare. Serve una spinta forte che solo i movimenti, le liste e i partiti che sostengono Tsipras possono dare, perchè sono europeisti convinti, che vogliono l'unione dei popoli e delle nazione per creare e distribuire la ricchezza per tutti partendo dagli ultimi in modo da rispettare l'ambiente e le identità. Basta leggere le biografie dei candidati della lista italiana L'Altra Europa per Tsipras per credere che questo progetto è valido e sincero e che questi sono gli uomini e le donne giuste per poterlo realizzare.
Queste forze e queste persone hanno capito che devono unirsi contro i liberisti e i nazional-populisti e nazisti.
I dieci punti che riassumo il programma dei partiti che sostengono Tsipras alla Presidenza della Commissione Europea sono:
1 - Siamo la sola forza alternativa perché non crediamo sia possibile pensare l’economia e l’Europa democraticamente unita «in successione»: prima si mettono a posto i conti e si fanno le riforme strutturali, poi ci si batte per un’Europa più solidale e diversa. Le due cose vanno insieme. Operare «in successione» riproduce ad infinitum il vizio mortale dell’Euro: prima si fa la moneta, poi per forza di cose verrà l’Europa politica solidale. È dimostrato che questa “forza delle cose” non c’è. Status quo significa che s’impone lo Stato più forte.
2 - Siamo la sola forza alternativa perché crediamo che solo un’Europa federale sia la via aurea, nella globalizzazione. Se l’edificheremo, Grecia o Italia diverranno simili a quello che è la California per gli Usa. Nessuno parlerebbe di uscita della California dal dollaro: le strutture federali e un comune bilancio tengono gli Stati insieme e non colpevolizzano i più deboli. In un’Europa federata, quindi multietnica, l’isola di Lampedusa è una porta, non una ghigliottina.
3 - Siamo la sola forza alternativa perché non pensiamo che prioritaria ed esclusiva sia la difesa dell’«interesse nazionale»: si tratta di individuare quale sia l’interesse di tutti i cittadini europei. Se salta un anello, tutta la catena salta.
4 - Siamo la sola forza alternativa perché non siamo un movimento minoritario di protesta, ma avanziamo proposte precise, rapide. Proponiamo una Conferenza sul debito che ricalchi quanto deciso nel 1953 sulla Germania, cui vennero condonati i debiti di guerra. L’accordo cui si potrebbe giungere è l’europeizzazione della parte dei debiti che eccede il fisiologico 60 per cento del pil. E proponiamo un piano Marshall per l’Europa, che avvii una riconversione produttiva, ecologicamente sostenibile e ad alto impatto sull’occupazione, finanziato dalle tasse sulle transazioni finanziarie e l’emissione di anidride carbonica, oltre che da project bond e eurobond.
5 - Siamo la sola forza alternativa perché esigiamo non soltanto l’abbandono delle politiche di austerità, ma la modifica dei trattati che le hanno rese possibili. Tra i primi: l’abolizione e la ridiscussione a fondo del Fiscal Compact, che promette al nostro e ad altri Paesi una o due generazioni di intollerabile povertà, e la distruzione dello Stato sociale. Promuoviamo un’Iniziativa Cittadina (art. 11 del Trattato sull’Unione europea) con l’obbiettivo di una sua radicale messa in discussione. Chiederemo inoltre al Parlamento Europeo un’indagine conoscitiva e giuridica sulle responsabilità della Commissione, della Bce e del Fmi nell’imporre un’austerità che ha gravemente danneggiato milioni di cittadini europei.
6 – Siamo la sola forza alternativa perché non ci limitiamo a condannare gli scandali della disoccupazione e del precariato, ma proponiamo un Piano Europeo per l’Occupazione (PEO) il quale stanzi almeno 100 miliardi l’anno per 10 anni per dare occupazione ad almeno 5-6 milioni di disoccupati o inoccupati (1 milione in Italia): tanti quanti hanno perso il lavoro dall’inizio della crisi. Il PEO dovrà dare la priorità a interventi che non siano in contrasto con gli equilibri ambientali come le molte Grandi Opere che devastano il territorio e che creano poca occupazione, ad esempio il TAV Torino-Lione e le trivellazioni nel Mediterraneo e nelle aree protette. Dovrà agevolare la transizione verso consumi drasticamente ridotti di combustibili fossili; la creazione di un’agricoltura biologica; il riassetto idrogeologico dei territori; la valorizzazione non speculativa del nostro patrimonio artistico; il potenziamento dell’istruzione e della ricerca.
7 – Siamo la sola forza alternativa perché riteniamo un pericolo l’impegno del governo di concludere presto l’accordo sul Partenariato Transatlantico per il Commercio e l'Investimento (Ttip). Condotto segretamente, senza controlli democratici, il negoziato è in mano alle multinazionali, il cui scopo è far prevalere i propri interessi su quelli collettivi dei cittadini. Il welfare è sotto attacco. Acqua, elettricità, educazione, salute saranno esposte alla libera concorrenza, in barba ai referendum cittadini e a tante lotte sui “beni comuni”. La battaglia contro la produzione degli OGM, quella che penalizza le imprese inquinanti o impone l’etichettatura dei cibi, la tassa sulle transazioni finanziarie e sull’emissione di anidride carbonica sono minacciate. La nostra lotta contro la corruzione e le mafie è ingrediente essenziale di questa resistenza alla commistione mondializzata fra libero commercio, violazione delle regole, abolizione dei controlli democratici sui territori.
8 - Siamo la sola forza alternativa perché vogliamo cambiare non solo gli equilibri fra istituzioni europee ma la loro natura. I vertici dei capi di Stato o di governo sono un cancro dell’Unione, e proponiamo che il Parlamento europeo diventi un’istituzione davvero democratica: che legiferi, che nomini la Commissione e il suo Presidente, e imponga tasse europee in sostituzione di quelle nazionali. Vogliamo un Parlamento costituente, capace di dare ai cittadini dell’Unione una Carta che cominci, come la Costituzione statunitense, con le parole «We, the people....». Non con la firma di 28 re azzoppati e prepotenti, che addossano alla burocrazia di Bruxelles colpe di cui sono i primi responsabili.
9 - Siamo la sola forza alternativa a proposito dell’euro. Pur essendo critici radicali della sua gestione, e degli scarsi poteri di una Banca centrale cui viene proibito di essere prestatrice di ultima istanza, siamo contrari all’uscita dall’euro e non la riteniamo indolore. Uscire dall’euro è pericoloso economicamente (aumento del debito, dell’inflazione, dei costi delle importazioni, della povertà), e non restituirebbe ai paesi il governo della moneta, ma ci renderebbe più che mai dipendenti da mercati incontrollati, dalla potenza Usa o dal marco tedesco. Soprattutto segnerebbe una ricaduta nei nazionalismi autarchici, e in sovranità fasulle. Noi siamo per un’Europa politica e democratica che faccia argine ai mercati, alla potenza Usa, e alle le nostre stesse tentazioni nazionaliste e xenofobe. Una moneta «senza Stato» è un controsenso politico, prima che economico.
10 – Siamo la sola forza alternativa perché la nostra è l’Europa della Resistenza: contro il ritorno dei nazionalismi, le Costituzioni calpestate, i Parlamenti svuotati, i capi plebiscitati da popoli visti come massa amorfa, non come cittadini consapevoli. Dicono che la pace in Europa è oggi un fatto acquisito. Non è vero. Le politiche di austerità hanno diviso non solo gli Stati ma anche i popoli, e quella che viviamo è una sorta di guerra civile dentro un’Unione che secerne di nuovo partiti fascistoidi come Alba Dorata in Grecia, Jobbik in Ungheria, Fronte Nazionale in Francia, Lega in Italia. All’esterno, poi, siamo impegnati in guerre decise dalla potenza Usa: guerre di cui gli Stati dell’Unione non discutono mai perché vi partecipano servilmente, senz’alcun progetto di disarmo, refrattari a ogni politica estera e di difesa comune (il costo della non-Europa in campo militare ammonta a 120 miliardi di euro annui). Perfino ai confini orientali dell’Unione sono gli Stati Uniti a decidere quale ordine debba regnare.
L’Europa che abbiamo in mente è quella del Manifesto di Ventotene, e chi lo scrisse non pensava ai compiti che ciascuno doveva fare a casa, ma a un comune compito rivoluzionario. Noi oggi facciamo rivivere quella presa di coscienza: per questo al Parlamento europeo saremo con Tsipras, non con i socialisti che già pensano a Grandi Intese con i conservatori dello status quo. Siamo così fatti perché non abbiamo perduto la memoria del Novecento. L’Europa delle nazioni portò ai razzismi, e allo sterminio degli ebrei, dei Rom, dei malati mentali. L’Europa della recessione sfociò nella presa del potere di Hitler.
C'è troppa burocrazia e poca Europa.
Questa Europa non va bene ma niente Europa rende più deboli e rancorosi tutti, soprattutto i più deboli.
Serve un'Altra Europa e non nessuna Europa o quella attuale.
Scegliamo un'Altra Europa per evitare un'altra Weimar.
www.listatsipras.eu
martedì 18 febbraio 2014
Non so se vogliono, ma se vogliono sono disposto a sostenere la loro candidatura per la lista "l'Altra Europa per Tsipras"
Entro venerdì 21 di questo mese dovranno prevenire le candidature per la lista "L'altra Europa per Tsipras".
In seguito, quasi per gioco, ho stilato un'elenco di persone autorevoli, che rispettano i criteri stabili per le candidature, che sostengono le idee portate avanti da questo progetto e che vorrei che si candidassero per le Europee con questa lista. Qualcuno di questi ha dichiarato di appoggiare la lista ma non conosco la loro disponibilità a candidarsi, altri onestamente non so neanche se sostengo L'Altra Europa per Tsipras.
In ogni modo, se queste persone sono disponibili a candidarsi io sono disposto a sostenere la loro candidatura.
In seguito, quasi per gioco, ho stilato un'elenco di persone autorevoli, che rispettano i criteri stabili per le candidature, che sostengono le idee portate avanti da questo progetto e che vorrei che si candidassero per le Europee con questa lista. Qualcuno di questi ha dichiarato di appoggiare la lista ma non conosco la loro disponibilità a candidarsi, altri onestamente non so neanche se sostengo L'Altra Europa per Tsipras.
In ogni modo, se queste persone sono disponibili a candidarsi io sono disposto a sostenere la loro candidatura.
Alessio Ciacci (Personaggio Ambiente 2013 ed ex Assessore di
Capannori)
Andrea Segrè (Prof di Politica Agraria e
Last Minute Market)
Antonello Mangano (Terrelibere),
Antonio Turri (Cittadini contro le mafie e
la corruzione),
Azeb Luca Trombetta (blogger Rete G2)
Barbara Spinelli (giornalista e scrittrice
promotrice della Lista per Tsipras)
Carla Mattioli (No Tav e SEL)
Angelo Ferrillo (ideatore e responsabile di "www.laterradeifuochi.it" )
Angelo Ferrillo (ideatore e responsabile di "www.laterradeifuochi.it" )
Cecilia Strada (Presidente Emergency)
Chiara Saraceno (Sociologa)
Domenico Finiguerra (consigliere comunale
di Abbiategrasso e Personaggio Ambiente 2011)
Eduardo Zanchini (Vice-Presidente di
Legambiente)
Elettra Deiana (SEL)
Elio Teresi (Radio Aut),
Elisabetta Piccolotti (SEL)
Elisabetta Tripodi (Sindaco Rosarno)
Ezio Orzes ( Membro del Consiglio Direttivo
dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi e assessore di Ponte delle
Alpi)
Fabio Renzi (Symbola)
Federico Del Giudice (rete studenstesca)
Fiorello Primi (Borghi più belli)
Franco Arminio (Paesologo e scrittore)
Franco Arminio (Paesologo e scrittore)
Giorgia Bordoni (More Women in European
Politics),
Giovanni Manoccio (Sindaco di
Acquaformosa)
Giuliano Volpe (archeologo e accademico)
Giulio Cavalli (attore anti-mafia)
Giusi Nicolini (Sindaco di Lampedusa)
Guido Viale (economista e scrittore
promotore della Lista per Tsipras)
Grasso Valeria (testimone di giustizia)
Grasso Valeria (testimone di giustizia)
Iaia Calvo (ex sindaco di Orsara di
Puglia)
Ilaria Cucchi (promotrice dei diritti dei
carcerati)
Lorella Zanardo (scrittrice e promotore
dei diritti delle donne)
Lorenza Carlassare (giurista e
costituzionalista)
Luca Casarini (global project)
Luciano Gallino (sociologo e scrittore
promotore della Lista per Tsipras)
Marco Boschini ( saggista e coordinatore
dell'Associazione Comuni Virtuosi)
Marco Furfaro (direzione nazionale SEL)
Marco Omizzolo (Legambiente),
Maria Murante (segretario SEL Basilicata)
Maria Pia Pizzolante (Presidente Tilt!)
Maurizio Landini (Segretario FIOM)
Maurizio Pallante (saggista e fondatore
del Movimento della Decrescita Felice)
Mimmo Lucano (Sindaco di Riace)
Nadia Urbinati (accademica, politologa e
giornalista)
Paolo Berdini (Ingegnere urbanista
e Membro del consiglio nazionale del Wwf)
Paolo Floris d'Arcais (giornalista e
promotore della Lista per Tsipras)
Pape Diaw (SEL),
Pierluigi Sanna (consigliere comunale di
Colleferro e ambientalista)
Roberta de Monticelli (docente
universitaria e filosofa)
Rossella Muroni(Direttrice Generale
Legambiente e promotore di Green Italia)
Rossano Ercolini (vincitore del Goldaman Environmental Prize 2013 e coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero)
Rossano Ercolini (vincitore del Goldaman Environmental Prize 2013 e coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero)
Salvatore Settis (archeologo e storico)
Samia Oursana (Italiani più),
Sandra Bonsanti (giornalista e presidente
di Libertà e Giustizia)
Stefano Rodotà (costituzionalista)
Valeria Brigida (giornalista,
LasciateCIEntrare),
domenica 26 gennaio 2014
Insieme Con Tsipras. Una sfida coraggiosa per un'AltraEuropa
Una lista a sostegno di Tsipras per una Europa solidale contro le politiche di austerità, che rinegozi il fiscal compact progettando un social compact, che completi il progetto federale abbandonando gli schemi dei rapporti di forza tra le nazioni.
Appoggiando Tsipras per far ritrovare al PSE il coraggio di lottare contro il conservatorismo e i tecnicismi finanziari.
Appoggiando Tsipras senza cadere nelle ortodossie inconcludenti della nostalgia stalinista e oltranziste.
Non si deve abbandonare l'Europa ma cambiarla radicalmente riscoprendo lo spirito iniziale dei padri fondatori e del Manifesto di Ventotene. Voglio che l'Europa si meriti il Premio Nobel della Pace, promuovendo il disarmo e un mondo dove il carburante dell'economia sia la cultura e la valorizzazione dei contesti tipici ambientali.
La crisi economica è stata prodotta dall'impoverimento dei diritti e dello svuotamento della democrazia.
Le forze anti-europee, con i loro proclami populisti e demagogici, riescono a trovare consensi per applicare il loro modello di società discriminatoria, intollerante e rabbiosa, incapace di guardare alle sfide globali, credendo di doversi chiudere nei recinti nazionali per trovare un benessere che può essere solo di classe ed egoistico.
Solo un'Europa federale che abbandoni i ricatti finanziari e la mentalità liberista, avrà la forza di ridistribuire ricchezza tra i popoli europei. Solo insieme si esce da questo passato per costruire un futuro migliore dalla crisi nera del presente.
In Italia vige la destra peggiore di Europa: liberista e illiberale, xenofoba e conservatoria. Il PD che fa parte del PSE non ha il coraggio di farci uscire dalla paura, parlando di diritti, uguaglianza e lavoro, ma è capace di parlare con Berlusconi e disprezzare l'alleato politica di sinistra SEL.
Intellettuali e scrittori, hanno promosso un'appello per formare un lista a sostegno di Tsipras aperta a tutti quelli che si considerano europeisti insubordinati. Sinistra Ecologia e Libertà c'è. Se non fossimo tutti insieme disperderemo le forze, favorendo una sinistra succube dei potenti e una destra anti-europeista e razzista. Si cercano personalità impegnate per la civiltà della società. A questi spero si aggiungano esponenti illustri del PD che non hanno nulla a che fare con la prepotenza di Renzi e il suo modo di dirigere il partito schernendo le opinioni della minoranza.
Voglio fantasticare, e credere che questa lista unica sia composta e sostenuta da tutta SEL e tutti quelli che hanno firmato l'appello della Lista Tsipras e che si aggiungano anche Giuseppe Civati con i suoi sostenitori delle scorse primarie, ma anche gli ecologisti di Green Italia e tutti quelli che nei comitati per la difesa dei beni comuni e nelle associazioni culturali e sociali, difendono gli spazi pubblici, contrastano la povertà, si occupano di lavoro e precarietà e promuovono le libertà individuali ed egualitari. Da qui provare a sperimentare di creare un nuovo partito di sinistra adatto al contesto storico.
Il pericolo è che le ortodossie impediscano l'unione e che gli elettori percepiscano questa lista come la una riproposizione della fallimentare Rivoluzione Civile.
Questa è un'occasione per ridare forma e vigore ad alla sinistra italiana che sia riformista e progressista, che non sia schiacciata tra gli estremisti e Renzi. Questo spazio è più largo di quello che si crede, ma ora è strettissimo. Ma è l'unica strada giusta. Allarghiamoci portando le speranze dei delusi, degli emarginati, dei giovani, dei creativi, dei liberali, dei pacifisti, degli ambientalisti, dei operatori culturali, dei keynesiani. Degli anti-fascisti. Degli Europeisti.
Appoggiando Tsipras per far ritrovare al PSE il coraggio di lottare contro il conservatorismo e i tecnicismi finanziari.
Appoggiando Tsipras senza cadere nelle ortodossie inconcludenti della nostalgia stalinista e oltranziste.
Non si deve abbandonare l'Europa ma cambiarla radicalmente riscoprendo lo spirito iniziale dei padri fondatori e del Manifesto di Ventotene. Voglio che l'Europa si meriti il Premio Nobel della Pace, promuovendo il disarmo e un mondo dove il carburante dell'economia sia la cultura e la valorizzazione dei contesti tipici ambientali.
La crisi economica è stata prodotta dall'impoverimento dei diritti e dello svuotamento della democrazia.
Le forze anti-europee, con i loro proclami populisti e demagogici, riescono a trovare consensi per applicare il loro modello di società discriminatoria, intollerante e rabbiosa, incapace di guardare alle sfide globali, credendo di doversi chiudere nei recinti nazionali per trovare un benessere che può essere solo di classe ed egoistico.
Solo un'Europa federale che abbandoni i ricatti finanziari e la mentalità liberista, avrà la forza di ridistribuire ricchezza tra i popoli europei. Solo insieme si esce da questo passato per costruire un futuro migliore dalla crisi nera del presente.
In Italia vige la destra peggiore di Europa: liberista e illiberale, xenofoba e conservatoria. Il PD che fa parte del PSE non ha il coraggio di farci uscire dalla paura, parlando di diritti, uguaglianza e lavoro, ma è capace di parlare con Berlusconi e disprezzare l'alleato politica di sinistra SEL.
Intellettuali e scrittori, hanno promosso un'appello per formare un lista a sostegno di Tsipras aperta a tutti quelli che si considerano europeisti insubordinati. Sinistra Ecologia e Libertà c'è. Se non fossimo tutti insieme disperderemo le forze, favorendo una sinistra succube dei potenti e una destra anti-europeista e razzista. Si cercano personalità impegnate per la civiltà della società. A questi spero si aggiungano esponenti illustri del PD che non hanno nulla a che fare con la prepotenza di Renzi e il suo modo di dirigere il partito schernendo le opinioni della minoranza.
Voglio fantasticare, e credere che questa lista unica sia composta e sostenuta da tutta SEL e tutti quelli che hanno firmato l'appello della Lista Tsipras e che si aggiungano anche Giuseppe Civati con i suoi sostenitori delle scorse primarie, ma anche gli ecologisti di Green Italia e tutti quelli che nei comitati per la difesa dei beni comuni e nelle associazioni culturali e sociali, difendono gli spazi pubblici, contrastano la povertà, si occupano di lavoro e precarietà e promuovono le libertà individuali ed egualitari. Da qui provare a sperimentare di creare un nuovo partito di sinistra adatto al contesto storico.
Il pericolo è che le ortodossie impediscano l'unione e che gli elettori percepiscano questa lista come la una riproposizione della fallimentare Rivoluzione Civile.
Questa è un'occasione per ridare forma e vigore ad alla sinistra italiana che sia riformista e progressista, che non sia schiacciata tra gli estremisti e Renzi. Questo spazio è più largo di quello che si crede, ma ora è strettissimo. Ma è l'unica strada giusta. Allarghiamoci portando le speranze dei delusi, degli emarginati, dei giovani, dei creativi, dei liberali, dei pacifisti, degli ambientalisti, dei operatori culturali, dei keynesiani. Degli anti-fascisti. Degli Europeisti.
sabato 18 gennaio 2014
SEL: Aprire è la parola d'ordine.
Sono riformista, di sinistra, europeista e anti-fascista. Sono convinto che la partecipazione sia il modo per non abbandonare la politica agli approfittatori. Credo che il rispetto della dignità umana e della collaborazione ragionevole e costruttiva sia il modo per non lasciare campo ai demagoghi di rovinare il tessuto sociale democratico.
Viviamo tempi di povertà economica e di entusiasmo.
Sono ancora più convinto che il 2014 sia l'anno in cui si decideranno le sorti della democrazia europea, prima ancora della sua ripresa economica. Abbiamo bisogno di un partito riformista che ci ricordi i valori della comunità.
Sinistra Ecologia e Libertà è il partito che più mi rappresenta, e quindi voglio anche io dire la mia sul futuro di tale partito.
Incomincio analizzando i commenti che sento da tante persone. In molti definiscono SEL o temano che diventi, usando termini come "costola" o "ombra" del PD. Le costole o le ombre non prendono voti. SEL non è un partito civetta nato per intercettare i voti di sinistra per metterli ad uso e consumo del PD. Con ItaliaBeneComune è nata un'Alleanza elettorale e politica replicata anche a livello locale e regionale, per amministrare la cosa pubblica. In altre occasione, SEL si è presentata alle elezioni da sola o con altri alleanti. Le alleanze non si fanno per occupare posti di potere ma per poter "vincere per governare e fare le cose concordate insieme." Togliamoci dalla testa che SEL da solo possa vincere le elezioni, ma sono d'accordo, che l'alleanza con il PD non è così automatica. Servono intendi comuni, progetti comuni, persone di cui fidarsi per cercare un accordo di governo. Infondo la bellezza della democrazia è proprio questo confronto che ci toglie dalla tentazione del comando del 100%.
Certo è vero, che SEL,anche se riuscirà a trovare la giusta alleanza, rimarrà "ombra" o "costola" se non sarà capace di darsi una identità politica caratterizzante. L'identità, a mio avviso esiste, ma bisogna avere la forza di dimostrarla. Mettere in campo una strategia capace di riunire intorno a se le sensibilità di un mondo politico che da febbraio ad oggi è cambiato molto, e prepararsi a scenari futuri difficili da affrontare se rimarremo forza minoritaria (siamo sul 3-4% dei consensi) .Questo manca a SEL: la forza dell'identità. Cercherò di essere schematico e di conseguenza un pò semplice, per dire come dare forza alla nostra identità, premettendo una cosa: quello che è nei nostri intenti, programma e quello che diciamo è condiviso da un numero maggiore di quelli che ci votano. Qualche nostro intento è o può essere condiviso anche da persone che abitualmente votano a destra. Per dare forza alla nostra identità occorre, secondo me:
1) Radicamento sul territorio, cercando di allontanare personalità che non hanno più credibilità nelle comunità locale
2) Dare più responsabilità ai tanti giovani che in questi anni stanno lavorando bene all’interno di SEL
3) Ridiscutere il ruolo di Vendola. Io lo considero il migliore amministratore d’Italia, un uomo per bene, ma ormai logoro per dare la spinta che ha bisogno SEL. Figura importante, ma come ho detto, i giovani di cui ho parlato al punto precedente devono avere un ruolo più centrale. Non credo che sia il caso di ribadire che il nome Vendola deve essere tolto dal simbolo di partito, non per essere sostituito da un altro nome, ma perché tutto ciò che può ricondurre ad un partito personalistico deve essere spazzato via.
4) Leader non è una parola brutta. Una figura trascinatrice e che accomuni tutti è necessaria. Ma in questa fase penso ad un coordinatore. Capi, padroni e partiti personalistici NO, leader SI. Prima si diceva “centralismo democratico” ma i nuovi mezzi ci danno la possibilità di consultare maggiormente gli iscritti e simpatizzanti. Rendiamoli partecipi delle decisioni e attori di politiche. Anche di politiche locali. Devono sentirsi importati.
5) Penso ad un coordinatore, scelto tramite primarie (come dicono anche altri) che apra le porte di SEL per incontrare altri gruppi organizzati come quelli presenti il 12 Ottobre in Piazza del Popolo e istante vicine a SEL. In particolare bisogna aprirsi agli ecologisti concreti come il gruppo che sta organizzando la Frassoni (per altro candidata con SEL alla Camera), le associazioni sui diritti delle minoranze e alle associazioni del mondo del lavoro. I contatti e le aperture ci devono essere anche verso singole personalità.
6) Con l’apertura bisogna mettere in conta la possibilità di scogliere SEL per creare qualcosa di più grande e comprensivo, che però non ci releghi verso la sinistra estrema, che in Italia non funziona e ci costringe ad essere ancora di più minoritari. Ma non minoritari come SEL, ma minoritarie nel paese le istante che caratterizzano tale partito.
7) Le europee non sono un semplice banco di prova elettorale ma un’occasione per tracciare la nuova identità di SEL. LE EUROPEE SONO UN'OCCASIONE PER DEVE DIRE FORTE E' CHIARO LA NOSTRA IDEA DI EUROPA E DI SOCIETA'. Io penso che SEL dovrebbe aderire al PSE, ma anche questa adesione non deve essere scontata. Queste europee ci danno la possibilità di dimostrare le nostre posizioni: facciamolo con determinazione. Europa solidale e federale e non dell’austerity: diciamolo con coraggio. Noi dovremmo appoggiare chi ha lo stesso coraggio che dovremmo dimostrare noi. Se il PSE non lo fa, allora dovremmo dare il nostro appoggio a Tsipras. Aderiamo ad idee e coraggio, non aderiamo a gruppi parlamentari.
8) Le prossime europee, a mio parere, saranno decisive anche per le sorti della democrazia. I gruppi euroscettici sono tutti anti-democratici. Per questo è importante creare coalizioni vincenti (questo riguarda per qualsiasi competizione), ma fondate su programmi e ideali a cui crediamo, e non un banale scambio elettorale dove ci mettiamo la faccia per regalare voti agli altri in cambio di qualcosina.
9) Comunicare con efficacia anche con azioni mediatiche. I parlamentari di SEL sono stati straordinari in parlamento, ma il loro lavoro non è stato divulgato come merita, diversamente dalle tante bugie e strumentalizzazioni (oltre alle cose buone) fatte dal M5S. I grillini sono considerati unica opposizione e le testate giornalistiche, in particolare Il Fatto Quotidiano e il tg di Mentana avvallando questa falsità.
10) Proponiamo un patto al governo e al parlamento. Voglio premettere, che a mio parere, andare subito a votare, senza aver fatto alcune cose che ridiano credibilità (almeno un po’) alla classe politica, significherebbe consegnare l’Italia a Grillo e Berlusconi. Per questo il governo non deve cadere prima di aver fatto subito, cose che tutti a parole dicono di voler fare: riforma della forma di governo, legge elettorale, tagli alla politica. SEL faccia le sue proposte e si dica disposta a dialogare, mettendo all’angolo chi fa solo chiacchiere, dimostrando in questo modo la voglia di risolvere i problemi. FATTO QUESTE COSE SI VADA SUBITO AL VOTO. Con questo governo non si faranno mai le legge sui diritti sociali come la cancellazione della Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, e le unioni (voglio chiamarli matrimoni) civili, riforma sulla cittadinanza. Su questi argomenti SEL faccia quello che sta facendo. Solo il PD può far cadere il governo su questi argomenti, noi dovremmo votare le leggi che riteniamo giuste e che presentiamo. Voglio ricordare una cosa però: non è possibile nessun governo a questo attuale. Se cade il governo non si fanno neanche le riforme istituzionali e politiche elencate in precedenza. Se si va a votare e non si sono fatte queste cose, Grillo e Berlusconi rivincono e per l’Italia ci sogniamo la cancellazione della Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, e le unioni (voglio chiamarli matrimoni) civili, e riforma sulla cittadinanza. Per quanto riguarda il lavoro, SEL faccia come Landini: dialogo e intese sulle singole questioni. Non sarà il nostro piano del lavoro, ma qualcosa si riuscirà a fare, aspettando tempi migliori per le elezioni. Gli italiani vogliono concretezza dai politici. Dimostriamoglielo.
Questo è quanto. Un mio piccolo e personale contributo al dibattito.
P.S: Quanto sopra è stato scritto prima dell’incontro tra Renzi e Berlusconi, ma state certi che se il PD non trova l’accordo con il partito di Alfano, il governo cade e non si fa nessuna riforma con sbarramento all’8%. Anzi si va a votare con il Porcellum corretto dalla sentenza della Corte Costituzionale (un proporzionale puro quindi ingovernabilità almeno che non si facciano minestroni come l'attuale governo ).
SEL a mio parere dovrebbe proporre una legge elettorale che formi il bipolarismo e non il bipartitismo.
Viviamo tempi di povertà economica e di entusiasmo.
Sono ancora più convinto che il 2014 sia l'anno in cui si decideranno le sorti della democrazia europea, prima ancora della sua ripresa economica. Abbiamo bisogno di un partito riformista che ci ricordi i valori della comunità.
Sinistra Ecologia e Libertà è il partito che più mi rappresenta, e quindi voglio anche io dire la mia sul futuro di tale partito.
Incomincio analizzando i commenti che sento da tante persone. In molti definiscono SEL o temano che diventi, usando termini come "costola" o "ombra" del PD. Le costole o le ombre non prendono voti. SEL non è un partito civetta nato per intercettare i voti di sinistra per metterli ad uso e consumo del PD. Con ItaliaBeneComune è nata un'Alleanza elettorale e politica replicata anche a livello locale e regionale, per amministrare la cosa pubblica. In altre occasione, SEL si è presentata alle elezioni da sola o con altri alleanti. Le alleanze non si fanno per occupare posti di potere ma per poter "vincere per governare e fare le cose concordate insieme." Togliamoci dalla testa che SEL da solo possa vincere le elezioni, ma sono d'accordo, che l'alleanza con il PD non è così automatica. Servono intendi comuni, progetti comuni, persone di cui fidarsi per cercare un accordo di governo. Infondo la bellezza della democrazia è proprio questo confronto che ci toglie dalla tentazione del comando del 100%.
Certo è vero, che SEL,anche se riuscirà a trovare la giusta alleanza, rimarrà "ombra" o "costola" se non sarà capace di darsi una identità politica caratterizzante. L'identità, a mio avviso esiste, ma bisogna avere la forza di dimostrarla. Mettere in campo una strategia capace di riunire intorno a se le sensibilità di un mondo politico che da febbraio ad oggi è cambiato molto, e prepararsi a scenari futuri difficili da affrontare se rimarremo forza minoritaria (siamo sul 3-4% dei consensi) .Questo manca a SEL: la forza dell'identità. Cercherò di essere schematico e di conseguenza un pò semplice, per dire come dare forza alla nostra identità, premettendo una cosa: quello che è nei nostri intenti, programma e quello che diciamo è condiviso da un numero maggiore di quelli che ci votano. Qualche nostro intento è o può essere condiviso anche da persone che abitualmente votano a destra. Per dare forza alla nostra identità occorre, secondo me:
1) Radicamento sul territorio, cercando di allontanare personalità che non hanno più credibilità nelle comunità locale
2) Dare più responsabilità ai tanti giovani che in questi anni stanno lavorando bene all’interno di SEL
3) Ridiscutere il ruolo di Vendola. Io lo considero il migliore amministratore d’Italia, un uomo per bene, ma ormai logoro per dare la spinta che ha bisogno SEL. Figura importante, ma come ho detto, i giovani di cui ho parlato al punto precedente devono avere un ruolo più centrale. Non credo che sia il caso di ribadire che il nome Vendola deve essere tolto dal simbolo di partito, non per essere sostituito da un altro nome, ma perché tutto ciò che può ricondurre ad un partito personalistico deve essere spazzato via.
4) Leader non è una parola brutta. Una figura trascinatrice e che accomuni tutti è necessaria. Ma in questa fase penso ad un coordinatore. Capi, padroni e partiti personalistici NO, leader SI. Prima si diceva “centralismo democratico” ma i nuovi mezzi ci danno la possibilità di consultare maggiormente gli iscritti e simpatizzanti. Rendiamoli partecipi delle decisioni e attori di politiche. Anche di politiche locali. Devono sentirsi importati.
5) Penso ad un coordinatore, scelto tramite primarie (come dicono anche altri) che apra le porte di SEL per incontrare altri gruppi organizzati come quelli presenti il 12 Ottobre in Piazza del Popolo e istante vicine a SEL. In particolare bisogna aprirsi agli ecologisti concreti come il gruppo che sta organizzando la Frassoni (per altro candidata con SEL alla Camera), le associazioni sui diritti delle minoranze e alle associazioni del mondo del lavoro. I contatti e le aperture ci devono essere anche verso singole personalità.
6) Con l’apertura bisogna mettere in conta la possibilità di scogliere SEL per creare qualcosa di più grande e comprensivo, che però non ci releghi verso la sinistra estrema, che in Italia non funziona e ci costringe ad essere ancora di più minoritari. Ma non minoritari come SEL, ma minoritarie nel paese le istante che caratterizzano tale partito.
7) Le europee non sono un semplice banco di prova elettorale ma un’occasione per tracciare la nuova identità di SEL. LE EUROPEE SONO UN'OCCASIONE PER DEVE DIRE FORTE E' CHIARO LA NOSTRA IDEA DI EUROPA E DI SOCIETA'. Io penso che SEL dovrebbe aderire al PSE, ma anche questa adesione non deve essere scontata. Queste europee ci danno la possibilità di dimostrare le nostre posizioni: facciamolo con determinazione. Europa solidale e federale e non dell’austerity: diciamolo con coraggio. Noi dovremmo appoggiare chi ha lo stesso coraggio che dovremmo dimostrare noi. Se il PSE non lo fa, allora dovremmo dare il nostro appoggio a Tsipras. Aderiamo ad idee e coraggio, non aderiamo a gruppi parlamentari.
8) Le prossime europee, a mio parere, saranno decisive anche per le sorti della democrazia. I gruppi euroscettici sono tutti anti-democratici. Per questo è importante creare coalizioni vincenti (questo riguarda per qualsiasi competizione), ma fondate su programmi e ideali a cui crediamo, e non un banale scambio elettorale dove ci mettiamo la faccia per regalare voti agli altri in cambio di qualcosina.
9) Comunicare con efficacia anche con azioni mediatiche. I parlamentari di SEL sono stati straordinari in parlamento, ma il loro lavoro non è stato divulgato come merita, diversamente dalle tante bugie e strumentalizzazioni (oltre alle cose buone) fatte dal M5S. I grillini sono considerati unica opposizione e le testate giornalistiche, in particolare Il Fatto Quotidiano e il tg di Mentana avvallando questa falsità.
10) Proponiamo un patto al governo e al parlamento. Voglio premettere, che a mio parere, andare subito a votare, senza aver fatto alcune cose che ridiano credibilità (almeno un po’) alla classe politica, significherebbe consegnare l’Italia a Grillo e Berlusconi. Per questo il governo non deve cadere prima di aver fatto subito, cose che tutti a parole dicono di voler fare: riforma della forma di governo, legge elettorale, tagli alla politica. SEL faccia le sue proposte e si dica disposta a dialogare, mettendo all’angolo chi fa solo chiacchiere, dimostrando in questo modo la voglia di risolvere i problemi. FATTO QUESTE COSE SI VADA SUBITO AL VOTO. Con questo governo non si faranno mai le legge sui diritti sociali come la cancellazione della Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, e le unioni (voglio chiamarli matrimoni) civili, riforma sulla cittadinanza. Su questi argomenti SEL faccia quello che sta facendo. Solo il PD può far cadere il governo su questi argomenti, noi dovremmo votare le leggi che riteniamo giuste e che presentiamo. Voglio ricordare una cosa però: non è possibile nessun governo a questo attuale. Se cade il governo non si fanno neanche le riforme istituzionali e politiche elencate in precedenza. Se si va a votare e non si sono fatte queste cose, Grillo e Berlusconi rivincono e per l’Italia ci sogniamo la cancellazione della Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, e le unioni (voglio chiamarli matrimoni) civili, e riforma sulla cittadinanza. Per quanto riguarda il lavoro, SEL faccia come Landini: dialogo e intese sulle singole questioni. Non sarà il nostro piano del lavoro, ma qualcosa si riuscirà a fare, aspettando tempi migliori per le elezioni. Gli italiani vogliono concretezza dai politici. Dimostriamoglielo.
Questo è quanto. Un mio piccolo e personale contributo al dibattito.
P.S: Quanto sopra è stato scritto prima dell’incontro tra Renzi e Berlusconi, ma state certi che se il PD non trova l’accordo con il partito di Alfano, il governo cade e non si fa nessuna riforma con sbarramento all’8%. Anzi si va a votare con il Porcellum corretto dalla sentenza della Corte Costituzionale (un proporzionale puro quindi ingovernabilità almeno che non si facciano minestroni come l'attuale governo ).
SEL a mio parere dovrebbe proporre una legge elettorale che formi il bipolarismo e non il bipartitismo.
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