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lunedì 28 aprile 2014
Un'Altra Europa per evitare un'altra Weimar #primalepersone
I partiti nazionalisti, nazisti e antieuropei saranno primi in alcuni nazioni come in Francia con il Front National di Le Pen, in Italia con M5S - Lega Nord - Fratelli d'Italia, in Gran Bretagna con l'Ukip di Farage, in Ungheria con Jobbik, e prenderanno un sacco di voti in Grecia con Alba Dorata, Vlaams Belang del Belgio, il PVV nei Paesi Bassi, , FPO austriaco e Legge e Giustizia in Polonia.
Per la composizione del parlamento europeo si vota in tutta Europa con un sistema proporzionale e in alcune nazioni non è previsto neanche la soglia di sbarramento come in Italia.
Questi non si alleeranno con nessuno ma servirà una maggioranza in grado di sostenere la Commissione Europea. PPE e PSE dovranno coalizzarsi replicando quello che è successo in Italia negli ultimi anni formando governi che non hanno alleviato i problemi perché troppo ibridi e distanti ma anzi hanno peggiorato la situazione dando il modo ai populisti e anti-europei di speculare sulla crisi per far crescere i propri consensi.
Queste elezioni europee posso dare una bussola all'intera UE per definire una strategia di politiche economiche e sociali capaci di abbattere la disoccupazione proteggendo la dignità sociale di tutti gli europei, oppure ritornare ad un'Europa degli anni 30 del Novecento dove ogni nazione si guardava in cagnesco e voleva sopraffare l'altro portandoci alla II Guerra Mondiale. Ed è per questo motivo, più che mai prendersi la propria responsabilità e liberamente andare a votare.
Nell'attuale mondo globalizzato un'Europa divisa è facilmente sottomessa (più di adesso) alle grandi potenze come USA, Cina, India, Russia e Brasile.
Dal Trattato di Roma del 1957 ad oggi sono stati fatti molti progressi verso l'integrazione europea ma anche molti passi falsi e passi indietro che hanno contribuito ad esasperare la crisi economica e ad intensificare la crisi democratica. Il malcontento verso l'Unione è ai massimi storici e la paura è la disperazione costruiscono barriere invece che abbatterle così come dovrebbe essere.
L'Europa deve cambiare, l'Euro deve cambiare, le politiche economiche e monetarie devono cambiare, i processi decisionali devono cambiare, le politiche di accoglienza devono cambiare, le politiche sociali e dei diritti devono cambiare, le politiche estere devono cambiare. Serve una spinta forte che solo i movimenti, le liste e i partiti che sostengono Tsipras possono dare, perchè sono europeisti convinti, che vogliono l'unione dei popoli e delle nazione per creare e distribuire la ricchezza per tutti partendo dagli ultimi in modo da rispettare l'ambiente e le identità. Basta leggere le biografie dei candidati della lista italiana L'Altra Europa per Tsipras per credere che questo progetto è valido e sincero e che questi sono gli uomini e le donne giuste per poterlo realizzare.
Queste forze e queste persone hanno capito che devono unirsi contro i liberisti e i nazional-populisti e nazisti.
I dieci punti che riassumo il programma dei partiti che sostengono Tsipras alla Presidenza della Commissione Europea sono:
1 - Siamo la sola forza alternativa perché non crediamo sia possibile pensare l’economia e l’Europa democraticamente unita «in successione»: prima si mettono a posto i conti e si fanno le riforme strutturali, poi ci si batte per un’Europa più solidale e diversa. Le due cose vanno insieme. Operare «in successione» riproduce ad infinitum il vizio mortale dell’Euro: prima si fa la moneta, poi per forza di cose verrà l’Europa politica solidale. È dimostrato che questa “forza delle cose” non c’è. Status quo significa che s’impone lo Stato più forte.
2 - Siamo la sola forza alternativa perché crediamo che solo un’Europa federale sia la via aurea, nella globalizzazione. Se l’edificheremo, Grecia o Italia diverranno simili a quello che è la California per gli Usa. Nessuno parlerebbe di uscita della California dal dollaro: le strutture federali e un comune bilancio tengono gli Stati insieme e non colpevolizzano i più deboli. In un’Europa federata, quindi multietnica, l’isola di Lampedusa è una porta, non una ghigliottina.
3 - Siamo la sola forza alternativa perché non pensiamo che prioritaria ed esclusiva sia la difesa dell’«interesse nazionale»: si tratta di individuare quale sia l’interesse di tutti i cittadini europei. Se salta un anello, tutta la catena salta.
4 - Siamo la sola forza alternativa perché non siamo un movimento minoritario di protesta, ma avanziamo proposte precise, rapide. Proponiamo una Conferenza sul debito che ricalchi quanto deciso nel 1953 sulla Germania, cui vennero condonati i debiti di guerra. L’accordo cui si potrebbe giungere è l’europeizzazione della parte dei debiti che eccede il fisiologico 60 per cento del pil. E proponiamo un piano Marshall per l’Europa, che avvii una riconversione produttiva, ecologicamente sostenibile e ad alto impatto sull’occupazione, finanziato dalle tasse sulle transazioni finanziarie e l’emissione di anidride carbonica, oltre che da project bond e eurobond.
5 - Siamo la sola forza alternativa perché esigiamo non soltanto l’abbandono delle politiche di austerità, ma la modifica dei trattati che le hanno rese possibili. Tra i primi: l’abolizione e la ridiscussione a fondo del Fiscal Compact, che promette al nostro e ad altri Paesi una o due generazioni di intollerabile povertà, e la distruzione dello Stato sociale. Promuoviamo un’Iniziativa Cittadina (art. 11 del Trattato sull’Unione europea) con l’obbiettivo di una sua radicale messa in discussione. Chiederemo inoltre al Parlamento Europeo un’indagine conoscitiva e giuridica sulle responsabilità della Commissione, della Bce e del Fmi nell’imporre un’austerità che ha gravemente danneggiato milioni di cittadini europei.
6 – Siamo la sola forza alternativa perché non ci limitiamo a condannare gli scandali della disoccupazione e del precariato, ma proponiamo un Piano Europeo per l’Occupazione (PEO) il quale stanzi almeno 100 miliardi l’anno per 10 anni per dare occupazione ad almeno 5-6 milioni di disoccupati o inoccupati (1 milione in Italia): tanti quanti hanno perso il lavoro dall’inizio della crisi. Il PEO dovrà dare la priorità a interventi che non siano in contrasto con gli equilibri ambientali come le molte Grandi Opere che devastano il territorio e che creano poca occupazione, ad esempio il TAV Torino-Lione e le trivellazioni nel Mediterraneo e nelle aree protette. Dovrà agevolare la transizione verso consumi drasticamente ridotti di combustibili fossili; la creazione di un’agricoltura biologica; il riassetto idrogeologico dei territori; la valorizzazione non speculativa del nostro patrimonio artistico; il potenziamento dell’istruzione e della ricerca.
7 – Siamo la sola forza alternativa perché riteniamo un pericolo l’impegno del governo di concludere presto l’accordo sul Partenariato Transatlantico per il Commercio e l'Investimento (Ttip). Condotto segretamente, senza controlli democratici, il negoziato è in mano alle multinazionali, il cui scopo è far prevalere i propri interessi su quelli collettivi dei cittadini. Il welfare è sotto attacco. Acqua, elettricità, educazione, salute saranno esposte alla libera concorrenza, in barba ai referendum cittadini e a tante lotte sui “beni comuni”. La battaglia contro la produzione degli OGM, quella che penalizza le imprese inquinanti o impone l’etichettatura dei cibi, la tassa sulle transazioni finanziarie e sull’emissione di anidride carbonica sono minacciate. La nostra lotta contro la corruzione e le mafie è ingrediente essenziale di questa resistenza alla commistione mondializzata fra libero commercio, violazione delle regole, abolizione dei controlli democratici sui territori.
8 - Siamo la sola forza alternativa perché vogliamo cambiare non solo gli equilibri fra istituzioni europee ma la loro natura. I vertici dei capi di Stato o di governo sono un cancro dell’Unione, e proponiamo che il Parlamento europeo diventi un’istituzione davvero democratica: che legiferi, che nomini la Commissione e il suo Presidente, e imponga tasse europee in sostituzione di quelle nazionali. Vogliamo un Parlamento costituente, capace di dare ai cittadini dell’Unione una Carta che cominci, come la Costituzione statunitense, con le parole «We, the people....». Non con la firma di 28 re azzoppati e prepotenti, che addossano alla burocrazia di Bruxelles colpe di cui sono i primi responsabili.
9 - Siamo la sola forza alternativa a proposito dell’euro. Pur essendo critici radicali della sua gestione, e degli scarsi poteri di una Banca centrale cui viene proibito di essere prestatrice di ultima istanza, siamo contrari all’uscita dall’euro e non la riteniamo indolore. Uscire dall’euro è pericoloso economicamente (aumento del debito, dell’inflazione, dei costi delle importazioni, della povertà), e non restituirebbe ai paesi il governo della moneta, ma ci renderebbe più che mai dipendenti da mercati incontrollati, dalla potenza Usa o dal marco tedesco. Soprattutto segnerebbe una ricaduta nei nazionalismi autarchici, e in sovranità fasulle. Noi siamo per un’Europa politica e democratica che faccia argine ai mercati, alla potenza Usa, e alle le nostre stesse tentazioni nazionaliste e xenofobe. Una moneta «senza Stato» è un controsenso politico, prima che economico.
10 – Siamo la sola forza alternativa perché la nostra è l’Europa della Resistenza: contro il ritorno dei nazionalismi, le Costituzioni calpestate, i Parlamenti svuotati, i capi plebiscitati da popoli visti come massa amorfa, non come cittadini consapevoli. Dicono che la pace in Europa è oggi un fatto acquisito. Non è vero. Le politiche di austerità hanno diviso non solo gli Stati ma anche i popoli, e quella che viviamo è una sorta di guerra civile dentro un’Unione che secerne di nuovo partiti fascistoidi come Alba Dorata in Grecia, Jobbik in Ungheria, Fronte Nazionale in Francia, Lega in Italia. All’esterno, poi, siamo impegnati in guerre decise dalla potenza Usa: guerre di cui gli Stati dell’Unione non discutono mai perché vi partecipano servilmente, senz’alcun progetto di disarmo, refrattari a ogni politica estera e di difesa comune (il costo della non-Europa in campo militare ammonta a 120 miliardi di euro annui). Perfino ai confini orientali dell’Unione sono gli Stati Uniti a decidere quale ordine debba regnare.
L’Europa che abbiamo in mente è quella del Manifesto di Ventotene, e chi lo scrisse non pensava ai compiti che ciascuno doveva fare a casa, ma a un comune compito rivoluzionario. Noi oggi facciamo rivivere quella presa di coscienza: per questo al Parlamento europeo saremo con Tsipras, non con i socialisti che già pensano a Grandi Intese con i conservatori dello status quo. Siamo così fatti perché non abbiamo perduto la memoria del Novecento. L’Europa delle nazioni portò ai razzismi, e allo sterminio degli ebrei, dei Rom, dei malati mentali. L’Europa della recessione sfociò nella presa del potere di Hitler.
C'è troppa burocrazia e poca Europa.
Questa Europa non va bene ma niente Europa rende più deboli e rancorosi tutti, soprattutto i più deboli.
Serve un'Altra Europa e non nessuna Europa o quella attuale.
Scegliamo un'Altra Europa per evitare un'altra Weimar.
www.listatsipras.eu
mercoledì 23 aprile 2014
i grillini sono fasci dentro
Quando un politico ha un blog pieno zeppo di pubblicità che fattura 10.000.000 € l'anno (fonte: il Sole 24 Ore), e quando lo stesso politico ha una pagina facebook con 1,5 milioni di contatti nella quale pubblica solo centinaia di post spam, cioé annunci del tipo: "incredibile guardate cos'ha fatto oggi la Boldrini, clicca qua" (seguito da link al blog), qualche dubbio dovrebbe venire anche al meno intelligente degli elettori. Invece per i fedeli della nuova setta grullina, il verbo del guru è sacro e infallibile. Non solo non si fanno mai domande, ma anzi, continuano ad attaccare tutte le altre pagine che cercano di fare luce sul M5S con insulti e minacce. Questo è ciò che spaventa di loro, e ciò che loro non riescono a capire perché ormai ci sono dentro fino al collo: la loro mentalità da setta religiosa fanatica e violenta.Le minacce di chi se ne sta dietro una tastieta sono risibili e patetiche. Fottetevene, Le pecore producono latte, lana ecc. i grullini non producono niente, sono inutili...Preferisco le pecore
domenica 2 febbraio 2014
Rancorosi e frustrati in cerca di vendetta che non riescono a trovare parole di condanna per l'incitamento all'odio. Queste persone sostengono il gioco allo sFascio del M5S
"Prima la "Tivvu" non andava bene perché non avevano avviato e finito il corso di comunicazione televisiva con Gianroberto Casaleggio a Milano, ma adesso a distanza di un anno, si sentono preparati (Pure a fare il Presidente del Consiglio) hanno studiato, li vedi finalmente nei talk show. Mi dispiace constatare però che speravo in margini di miglioramento alla luce di ciò, che facessero contenti anche quegli amici che si ostinano a voler credere nel M5s, che ne so, credevo in un corso sulla comunicazione dei contenuti non degli slogan pubblicitari ripetuti a cantilena.
Pensavo ci si sarebbe dovuti impegnare nello scontro degli argomenti e delle idee, ma francamente se si pensa che per combattere Berlusconi basti dire che "è un pregiudicato" e per far comprendere la superficialità di Renzi si dica che ha "un faccione falso" senza minimamente addentrarsi nel campo delle motivazioni serie per cui l'uno e l'altro vadano criticati, ritengo che questo concorrerà a una regressione delle capacità degli spettatori televisivi, e non solo, a formulare pareri ed opinioni, a prender luogo la ultra semplificazione del linguaggio e dei concetti, già in moto. E semplificazione se diventa semplicismo diventa via via indotta ottusità. D'altronde come si fa ad addomesticare le masse se non rendendole progressivamente meno erudite e più inclini a memorizzare slogan che dicon tutto e praticamente niente.
La stessa domanda che Beppe Grillo lancia su facebook: "Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?" è uno slogan provocatorio, figlio di un piano di comunicazione studiato, che serve ad alimentare il furore che da tempo viene incitato nelle più disparate forme da Grillo e i suoi parlamentari fidati, (in ultimo alla Camera dei Deputati) in maniera incosciente come pensa Corrado Augias non so, certo è che sortisce l'effetto desiderato. Odio, parole scritte urlate, linguaggio scurrile e degradante che mi ha fatto provare per l'ennesima volta uno stato di nausea e vergogna.
Provocare per far emergere atteggiamenti primitivi negativi. Non un caso.
Le parole d'ordine: render "tutti uguali" omologare il nemico unico, la democrazia, d'altronde partiti, sindacati e libera informazione ne rappresentano con la Costituzione i cardini; ridurre i concetti rendendoli semplicistici; enfatizzare le situazioni, esasperarle facendo leva sul mal contento popolare e volgarizzando la scena, qualunque essa sia, un post, un intervento in aula.
Ricordi storici di propaganda.
E allora penso che questo Paese avrebbe bisogno di una trasfusione massiccia di cultura anche sentimentale e di memoria storica, poi mi ricordo che da decenni è in atto un processo di demolizione su tutti fronti e tutto si palesa molto più complicato di quanto riusciamo a renderci conto."
Giuliana Eterea
"Che succederebbe se ti trovassi con la Boldrini in macchina?". Il comico Beppe Grillo voleva far divertire i ragazzi lanciando sul blog la sua provocazione a metà tra stupidità e infamia. Mossa calcolata a freddo, sapeva che cosa sarebbe successo. Infatti è successo. Ometto le risposte, fantasie di uomini repressi, oscenità correnti, postribolo. Poi perfino lui dev'essersi reso conto d'aver esagerato e ha fatto sparire la sequela di (banali) oscenità. Battute di quel tipo le sentivamo nei film degli anni Cinquanta, uomini in calore che si sussurravano "Quella bottana è". Lì era satira di costume, qui è in gioco la terza carica dello Stato. Anche il fascismo demoliva gli avversari col ridicolo. Li si imbottiva d'olio di ricino, poi tutti a ridere nel vedere il disgraziato torcersi. Ogni giorno il grillismo scende un po' più giù, l'attacco alla Boldrini non è certo il livello più basso. Gente di quella risma quando tocca il fondo non ci pensa due volte: comincia a scavare.
Davvero non c'è in quelle file di soldatini obbedienti qualcuno che conservi di sé un'opinione un po' meno umiliante? Quelle faccette pulite, quelle barbette ben curate, quella ragazzette in tailleur, basta davvero così poco a trascinarle a questo livello? Ne ho fatto le spese anch'io. Venerdì ero ospite del programma di Daria Bignardi su La7, Le invasioni barbariche. Ho espresso alcune critiche sul M5S, su ciò che ha combinato in questi giorni alla Camera. Apriti cielo! Twitter e mail inondate di contumelie, Grillo mi inserisce nella sua gogna. Uno dei commenti più gentili mi definisce: "Scrittore della Kasta". Un altro, più rude: "Penso che lei sia un po' rincoglionito. Comunque meglio così che servo del potere". C'è un banale "emerito imbecille" e un estremo: "Sei un morto che cammina". Per fortuna c'è anche uno che mi vuole solo querelare. Anche Daria Bignardi è stata inondata di insulti, declinati ovviamente nelle usuali varianti femminili.
La pioggia di improperi e la loro qualità non hanno comunque molta importanza. Si tratta di rifiuti di tipo meccanico che eludono la sostanza della questione usando l'invettiva come scudo. Lo psicologo Nicola Artico mi aveva scritto giorni fa per darmi la sua interpretazione dei recenti comportamenti: "Ho visto giovani deputati fronteggiare con il proprio viso quello di un altro come lupi di rango superiore, ho letto insulti di un sessismo arcaico nutrito da pulsioni mai sopite, ho riconosciuto un noto cluster diagnostico: il narcisismo. Non voglio fare una diagnosi a distanza, ma il tema del narcisismo, clinicamente, evoca un mix coordinato come un senso grandioso di importanza, credere di essere speciali, e dunque di poter essere capiti solo da persone (o istituzioni) altrettanto speciali; avere la sensazione che tutto ci sia dovuto, esibire comportamenti arroganti. Più in generale manifestare incapacità di controllare gli impulsi. Ogni volta che si passa all'agito (violento), si è incapaci di dare parola a un'emozione, e costruire simboli, dunque cultura. Si passa all'atto con la negazione anche semantica del concetto di "parlamento". Questa dimensione colpisce in giovani parlamentari che, in gran parte, s'erano proposti come il nuovo".
Non credo di esagerare definendo questi comportamenti fascismo inconsapevole in senso tecnico e storico. Nemmeno il fascismo movimento degli inizi tollerava obiezioni, anche loro preferivano l'azione, il grido, l'odore della polvere, a tacere d'altro. Un fascista vero come Francesco Storace diceva (con humour) "Il cazzotto sottolinea l'idea". Questi, che humour non hanno, usano l'ingiuria, che l'idea si limita a scansarla.
Prima di me, dalla Bignardi, aveva parlato il giovane deputato grillino Alessandro Di Battista. È un uomo d'aspetto gradevole, molto consapevole, molto compiaciuto, parla con calma, lanciando, soavemente, insulti terribili: quello è un falsone, quello è un condannato, quello è un pollo da batteria e via di questo passo. La sua calma mi è sembrata spaventosa; traspare la sicurezza di chi ritiene di possedere la verità. Dal punto di vista psicologico gli si addice l'immagine del "lupo di rango superiore" descritta da Artico. Ridurre i problemi a slogan orecchiabili per meglio padroneggiarli e che nessun dubbio incrini le certezze, dividere il mondo in due con un taglio senza sfumature.
Questi grillini, che rifiutano il bipolarismo elettorale perché non gli conviene, politicamente hanno adottato la visione rigidamente dualista dei manichei: la Luce e le Tenebre. C'è chi la proclama urlando, chi l'accompagna con gesti osceni, chi come Di Battista la dichiara soavemente. Immagino che con uguale soavità mi farebbe accompagnare al rogo, se potesse. Confesso: se fanatismo è, preferisco il fanatismo da energumeno del suo capo che sempre più spesso ci mostra di che cosa sia fatto il suo movimento, di che pasta siano molti suoi seguaci.
A quei seguaci, Grillo ha dato in pasto la presidente della Camera esponendola a una violenza senza precedenti nel mondo civilizzato che non diventa meno grave per essersi consumata solo sulla Rete."
Corrado Augias
"Corrado Augias ha ragione: dobbiamo essere vigilanti e denunciare questo "fascismo inconsapevole" del #M5S. Con l'arroganza di chi è certo di "possedere la verità", si sta diffondendo l'idea che da un lato ci sono i buoni, i puri, i virtuosi e, più generalmente, il "Bene" e dall'altro i cattivi, i collusi, i corrotti, la casta e, più generalmente, il "Male". È la logica di C. Schmitt "amico/nemico" che incita ai conflitti violenti. In nome dei cittadini, il M5S decretano che il PD è il "male assoluto". E tutti coloro che hanno votato il PD? Sono anche loro il male assoluto? In nome di chi o di cosa si osa stigmatizzare chi non è d'accordo? Il fanatismo è sempre pericoloso. La storia ce lo insegna. E oggi è dovere di chiunque ricordare le tenebre del passato. Per evitare che possano tornare..."
Michela Marzano
Pensavo ci si sarebbe dovuti impegnare nello scontro degli argomenti e delle idee, ma francamente se si pensa che per combattere Berlusconi basti dire che "è un pregiudicato" e per far comprendere la superficialità di Renzi si dica che ha "un faccione falso" senza minimamente addentrarsi nel campo delle motivazioni serie per cui l'uno e l'altro vadano criticati, ritengo che questo concorrerà a una regressione delle capacità degli spettatori televisivi, e non solo, a formulare pareri ed opinioni, a prender luogo la ultra semplificazione del linguaggio e dei concetti, già in moto. E semplificazione se diventa semplicismo diventa via via indotta ottusità. D'altronde come si fa ad addomesticare le masse se non rendendole progressivamente meno erudite e più inclini a memorizzare slogan che dicon tutto e praticamente niente.
La stessa domanda che Beppe Grillo lancia su facebook: "Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?" è uno slogan provocatorio, figlio di un piano di comunicazione studiato, che serve ad alimentare il furore che da tempo viene incitato nelle più disparate forme da Grillo e i suoi parlamentari fidati, (in ultimo alla Camera dei Deputati) in maniera incosciente come pensa Corrado Augias non so, certo è che sortisce l'effetto desiderato. Odio, parole scritte urlate, linguaggio scurrile e degradante che mi ha fatto provare per l'ennesima volta uno stato di nausea e vergogna.
Provocare per far emergere atteggiamenti primitivi negativi. Non un caso.
Le parole d'ordine: render "tutti uguali" omologare il nemico unico, la democrazia, d'altronde partiti, sindacati e libera informazione ne rappresentano con la Costituzione i cardini; ridurre i concetti rendendoli semplicistici; enfatizzare le situazioni, esasperarle facendo leva sul mal contento popolare e volgarizzando la scena, qualunque essa sia, un post, un intervento in aula.
Ricordi storici di propaganda.
E allora penso che questo Paese avrebbe bisogno di una trasfusione massiccia di cultura anche sentimentale e di memoria storica, poi mi ricordo che da decenni è in atto un processo di demolizione su tutti fronti e tutto si palesa molto più complicato di quanto riusciamo a renderci conto."
Giuliana Eterea
"Che succederebbe se ti trovassi con la Boldrini in macchina?". Il comico Beppe Grillo voleva far divertire i ragazzi lanciando sul blog la sua provocazione a metà tra stupidità e infamia. Mossa calcolata a freddo, sapeva che cosa sarebbe successo. Infatti è successo. Ometto le risposte, fantasie di uomini repressi, oscenità correnti, postribolo. Poi perfino lui dev'essersi reso conto d'aver esagerato e ha fatto sparire la sequela di (banali) oscenità. Battute di quel tipo le sentivamo nei film degli anni Cinquanta, uomini in calore che si sussurravano "Quella bottana è". Lì era satira di costume, qui è in gioco la terza carica dello Stato. Anche il fascismo demoliva gli avversari col ridicolo. Li si imbottiva d'olio di ricino, poi tutti a ridere nel vedere il disgraziato torcersi. Ogni giorno il grillismo scende un po' più giù, l'attacco alla Boldrini non è certo il livello più basso. Gente di quella risma quando tocca il fondo non ci pensa due volte: comincia a scavare.
Davvero non c'è in quelle file di soldatini obbedienti qualcuno che conservi di sé un'opinione un po' meno umiliante? Quelle faccette pulite, quelle barbette ben curate, quella ragazzette in tailleur, basta davvero così poco a trascinarle a questo livello? Ne ho fatto le spese anch'io. Venerdì ero ospite del programma di Daria Bignardi su La7, Le invasioni barbariche. Ho espresso alcune critiche sul M5S, su ciò che ha combinato in questi giorni alla Camera. Apriti cielo! Twitter e mail inondate di contumelie, Grillo mi inserisce nella sua gogna. Uno dei commenti più gentili mi definisce: "Scrittore della Kasta". Un altro, più rude: "Penso che lei sia un po' rincoglionito. Comunque meglio così che servo del potere". C'è un banale "emerito imbecille" e un estremo: "Sei un morto che cammina". Per fortuna c'è anche uno che mi vuole solo querelare. Anche Daria Bignardi è stata inondata di insulti, declinati ovviamente nelle usuali varianti femminili.
La pioggia di improperi e la loro qualità non hanno comunque molta importanza. Si tratta di rifiuti di tipo meccanico che eludono la sostanza della questione usando l'invettiva come scudo. Lo psicologo Nicola Artico mi aveva scritto giorni fa per darmi la sua interpretazione dei recenti comportamenti: "Ho visto giovani deputati fronteggiare con il proprio viso quello di un altro come lupi di rango superiore, ho letto insulti di un sessismo arcaico nutrito da pulsioni mai sopite, ho riconosciuto un noto cluster diagnostico: il narcisismo. Non voglio fare una diagnosi a distanza, ma il tema del narcisismo, clinicamente, evoca un mix coordinato come un senso grandioso di importanza, credere di essere speciali, e dunque di poter essere capiti solo da persone (o istituzioni) altrettanto speciali; avere la sensazione che tutto ci sia dovuto, esibire comportamenti arroganti. Più in generale manifestare incapacità di controllare gli impulsi. Ogni volta che si passa all'agito (violento), si è incapaci di dare parola a un'emozione, e costruire simboli, dunque cultura. Si passa all'atto con la negazione anche semantica del concetto di "parlamento". Questa dimensione colpisce in giovani parlamentari che, in gran parte, s'erano proposti come il nuovo".
Non credo di esagerare definendo questi comportamenti fascismo inconsapevole in senso tecnico e storico. Nemmeno il fascismo movimento degli inizi tollerava obiezioni, anche loro preferivano l'azione, il grido, l'odore della polvere, a tacere d'altro. Un fascista vero come Francesco Storace diceva (con humour) "Il cazzotto sottolinea l'idea". Questi, che humour non hanno, usano l'ingiuria, che l'idea si limita a scansarla.
Prima di me, dalla Bignardi, aveva parlato il giovane deputato grillino Alessandro Di Battista. È un uomo d'aspetto gradevole, molto consapevole, molto compiaciuto, parla con calma, lanciando, soavemente, insulti terribili: quello è un falsone, quello è un condannato, quello è un pollo da batteria e via di questo passo. La sua calma mi è sembrata spaventosa; traspare la sicurezza di chi ritiene di possedere la verità. Dal punto di vista psicologico gli si addice l'immagine del "lupo di rango superiore" descritta da Artico. Ridurre i problemi a slogan orecchiabili per meglio padroneggiarli e che nessun dubbio incrini le certezze, dividere il mondo in due con un taglio senza sfumature.
Questi grillini, che rifiutano il bipolarismo elettorale perché non gli conviene, politicamente hanno adottato la visione rigidamente dualista dei manichei: la Luce e le Tenebre. C'è chi la proclama urlando, chi l'accompagna con gesti osceni, chi come Di Battista la dichiara soavemente. Immagino che con uguale soavità mi farebbe accompagnare al rogo, se potesse. Confesso: se fanatismo è, preferisco il fanatismo da energumeno del suo capo che sempre più spesso ci mostra di che cosa sia fatto il suo movimento, di che pasta siano molti suoi seguaci.
A quei seguaci, Grillo ha dato in pasto la presidente della Camera esponendola a una violenza senza precedenti nel mondo civilizzato che non diventa meno grave per essersi consumata solo sulla Rete."
Corrado Augias
"Corrado Augias ha ragione: dobbiamo essere vigilanti e denunciare questo "fascismo inconsapevole" del #M5S. Con l'arroganza di chi è certo di "possedere la verità", si sta diffondendo l'idea che da un lato ci sono i buoni, i puri, i virtuosi e, più generalmente, il "Bene" e dall'altro i cattivi, i collusi, i corrotti, la casta e, più generalmente, il "Male". È la logica di C. Schmitt "amico/nemico" che incita ai conflitti violenti. In nome dei cittadini, il M5S decretano che il PD è il "male assoluto". E tutti coloro che hanno votato il PD? Sono anche loro il male assoluto? In nome di chi o di cosa si osa stigmatizzare chi non è d'accordo? Il fanatismo è sempre pericoloso. La storia ce lo insegna. E oggi è dovere di chiunque ricordare le tenebre del passato. Per evitare che possano tornare..."
Michela Marzano
sabato 13 aprile 2013
Ne di destra e ne di sinistra, il 25 aprile è libertà
Il
fascismo è il fascismo. Non è ne di destra e ne di sinistra. Quindi
l'antifascismo non è ne di destra e ne di sinistra, ma di tutti quelli che
contrastano il fascismo. Questo non è un avvenimento storico, ma un modo di
pensare che presuppone supponenza, perché solo gli ignoranti credono di poter
fare a meno degli altri e sentirsi superiori; violenza, perché gli ignoranti
possono far valere le proprie opinioni solo denigrando chi non fa parte del
proprio gruppo; mistificazione, perché gli ignoranti hanno bisogno di far aderire
la realtà alla propria immaginazione in quanto questa gli è avversa; demagogia,
perché gli ignoranti hanno bisogno dell'adesione totalitaria della popolazione
e per farlo solleticano i sentimenti irrazionali e i bisogni sociali latenti,
alimentando la paura o l’odio nei confronti dell’avversario politico o di
minoranze utilizzate come capro espiatorio e come nemico pubblico, utile alla
formazione di un fronte comune, uniformato temporaneamente dalla medesima lotta
e dunque scevro di dissenso interno, sviluppando di conseguenza, l'idea che il dissenso viene considerato al pari del tradimento.Non esiste libertà di pensiero. Il pensiero è unico, quello del
gruppo. Non esiste coscienza personale, essa è annullata dalla missione di
sovrastare l’altro. Sempre e comunque l’altro è il nemico in quanto tale. Il fascismo
si arroga la decisione di capire cosa è giusto e cosa non lo è, cosa è il bene
e cosa il male. È il male è sempre l’altro. Non ha visioni della società. A l’occorrenza
prende pezzi di idee che trovano favore nel disagio sociale, indistintamente
dalla provenienza e non si preoccupa se questi sono in antitesi fra loro. L’importante
è accontentare il popolo per far accrescere il consenso anche distorcendo la
percezione della realtà. Il culto del
capo, il fascino della forza, l’odio verso l’avversario, la distrazione che
asseconda bisogni anche creati ad arte sono strumentali alla deformazione della realtà. Come scrisse Antonio Gramsci: "Il fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano."
L’antifascismo
è tutto il contrario. È libertà di coscienza e di pensiero, è la consapevolezza
di trovare accordi per una convivenza paritaria e civile con gli altri, dove
tutti hanno la stessa dignità. Dove l’altro è diverso ma la diversità è una
ricchezza e non un’erbaccia da estirpare.
Il fascismo
non è ne di destra e ne di sinistra, ma spesso nasce a sinistra e si consolida affettuosamente
a destra. Chi si arroga il diritto morale di considerare gli altri fascisti, e
chi non difende questo valore trattandolo con diffidenza stanno avvalorando una
grossa incomprensione: il fascismo non è ne di destra e ne di sinistra, così
come l’antifascismo. Il fascismo è fascismo, cioè autoritarismo e disprezzo della dignità umana. La democrazia
è l’opposto, quindi pluralismo e rappresentatività. Destra e sinistra sono
visioni di idee della società che abitano dentro la democrazia. Sono progettualità.
In questi anni in Italia è venuta meno la scelta della progettualità e quindi
della destra e della sinistra in quando la cittadinanza è stata posta dinnanzi
alla scelta di persone: essere pro o contro alcuni individui.
Il
sole e i colori della primavera portano con se il 25 Aprile. Il giorno della
liberazione sta arrivando e senza distinzioni ideologiche dobbiamo essere tutti
antifascisti. Solo chi crede di essere moralmente superiore e vede la
perfezione in se stesso non dovrebbe essere contento in quanto non ha capito il
senso della democrazia anche se la inneggia.
Lasciamo
perdere la nostalgia e gli asti. Io incomincio già a fischiettare un certo
ritornello, che senza vergogna e gelosia devono tutti cantare...."una mattina, mi son svegliato. Oh bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao!"
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