Il femminicidio è una questioni di ordine pubblico che non si contrasta solo con la repressione in quanto scaturita da una educazione sentimentale malata, derivante da una'emancipazione femminile distorta. Leggi che favoriscono la flessibilità protetta per conciliare i doveri genitoriali con quelli del lavoro, gli investimenti in asilo nidi, l'allargamento dei diritti di obbligo di maternità e paternità hanno la stessa importanza di una legge efficacie che contrasti il femminicidio. L’obiettivo delle istituzioni non sia “tutelare” le donne, ma individuare e rimuovere quegli ostacoli culturali e strutturali che in questo Paese ne ostacolano l’autodeterminazione e il pieno godimento dei diritti fondamentali. Il problema è culturale, ne restrittivo e non solo giuridico. Ad esempio dovremmo capire che non c'è niente di male se in una coppia è la donna quella che guadagna di più e che i mestieri e i compiti domestici non hanno distinzioni genetiche in base al sesso. La violenza deve essere sempre punita, soprattutto tale brutalità che è il frutto della sopraffazione di chi vuole far ergere le ragioni della prepotenza, soffocando l'amore che è sempre volere il bene dell'altro e mai il possesso. Questa giornata deve essere un'occasione per fare riflessioni più profonde che toccano questioni di coppia, familiari, relazionali, sentimentali, egualitarie e lavorative, molto più complesse del dire "IO DICO NO ALLA VIOLENZA". Non vorrei che il 25 novembre diventi una giornata di commemorazione fine a se stessa come l'otto marzo. Se gli uomini devono affrontare i cambiamenti antropologici che gli tolgono lo scettro del comando, le donne devono intraprendere una emancipazione che valorizzi le caratteristiche femminili e non la riduttiva parificazione con il maschio. L'emancipazione significa che non ci sono distinzioni negative o positive tra maschio e femmine in quanto nessuno può pretende di decidere il destino degli altri in base al solo criterio di genere. Cosa ben diversa dalla pretesa di uguaglianza tra i sessi, in quanto gli esseri umani hanno gli stessi diritti e doveri già per diritto naturale. Le donne non devono chiedere di essere uguali agli uomini, ma di valorizzare la propria femminilità .
L'emancipazione parte dall'educazione dei più piccoli. Il linguaggio è l'arma per poter affrontare tale missione, in quanto è portatore della mentalità su cui intervenire. Quando si dice ad un bambino o bambina che piange di non comportarsi "come una femminuccia", si trasmette il messaggio che la donna è debole e il maschio è forte, misurando tali valori in base alle sensibilità. Dire "un uomo con la U maiuscola", trasmette un altro messaggio di positività derivante dalla forza che non poche volte ha sconfinato nella violenza come affermazione della "maiuscolità" dell'iniziale. L'educazione parte anche dai giochi:perché le bambine devono crescere giocando facendo le smorfiose? Ancora pensiamo che esistono lavori maschili e femminili? Le bambine possono giocare a fare gli ingegneri e se devono proprio fare le principesse, che queste siano la Montalcini, Montessori, Iotti, Magnani, Marie Curie, Lessing, San Suu Kyi, Jody Williams, Rosa Park, Patti Smith, Lea Garofolo.... Invece i modelli che vengono presi per esempio sono quelli che con la gratificazione dell'apparenza e le doti estetiche raggiungono fama e soldi in maniera facile e rapida. La donna sarà trattata sempre come oggetto se questa approfitta delle proprie capacità estetiche per ottenere profitti che non richiedono particolare sacrificio intellettuale.
Molto ancora dipende dalle donne. Devono avere la resistenza di intraprendere una battaglia che non si combatte solo con i proclami. La completa emancipazione si ottiene sacrificando i privilegi che derivano da quel corpo che molto spesso è maltrattato proprio perché considerato oggetto ad uso e consumo di chi paga.
I maschi devono essere consapevoli che l'emancipazione femminile è una questione che li riguarda, ed hanno tutto da guadagnare e niente da perdere da una società più "a forma di donna".
Nelle relazioni, i soggetti della coppia devono considerare che dipendere da una persona non equivale ad essere sottomessi ad essi, ma significa condividere un progetto di vita comune, dove nessuno comanda sull'altro, e ognuno può essere libero di ritirarsi dal progetto quando desidera. Altrimenti non è amore ma violenza.
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lunedì 25 novembre 2013
martedì 10 settembre 2013
M5S è un pericolo per questa democrazia malata
Il comportamento proprietario, offensivo e screditare nei confronti delle istituzioni da parte del M5S non è un semplice gesto di ribellione ma uno svuotamento della dignità della democrazia che queste istituzioni strutturano. Istituzioni che hanno bisogno di recuperare dignità che invece vengono colpite nell'anima, cioè la denigrazione del loro ruolo e delle regole del loro funzionamento. Le informazioni filtrate del blog di Grillo, che ora appare come l'oracolo di Delphi, inneggia e copre di onori le volgarità di chi protrae questa subdola svalutazione della democrazia. La coerenza del grillismo non esiste in quanto il suo pensiero si adatta a seconda delle esigenze dell'incremento del consenso e dell'abbattimento della democrazia. Pretendono il rispetto delle regole, inneggiano alla uguaglianza della legge, eppoi sono i primi a violarle. Lo si vede anche nell'ultimo caso riguardate la riforma dell'art 138 della Costituzione intenta ad abbreviare i tempi di modifica della costituzione stessa. Il 7 gennaio 2012 Grillo scriveva: "La Costituzione non garantisce la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, questo è un fatto, e quindi in parte va cambiata...Chi sventola in toto l'attuale Costituzione come un Vangelo e si indigna e si aggrappa ad essa come un naufrago, o non l'ha letta o l'ha capita troppo bene".
Incremento del consenso e denigrazione della democrazia sono due facce della stessa medaglia: colpire la democrazia malata italiana per trarne consenso, ma questo fa venire il voltastomaco se questo si fa in nome della democrazia.
Le cose si cambiano cambiandole e non trasformando l'aula della Camera nella curva sud o nel cloaca di spartizioni di poteri. Loro sono i tifosi colti da onnipotenza, questa maggioranza sono il risultato della loro mancata presa di responsabilità. Ai tifosi fa comodo questo tipo di maggioranza per urlare che la democrazia fa schifo e trarne ancor più consenso.
Nessuno pensa all'Italia, ma ad avere il potere per comandarla e non per migliorarla
C'è chi usa le istituzioni per salvare un pregiudicato e chi le denigra per avere consensi.
Nel frattempo i farabutti salvino il condannato, i burattini in nome di chi sa quale stabilità non fanno quello che da 20 anni volevano fare, e i pagliacci alle prese di onnipotenza non combinano niente di costruttivo. Intanto il popolo sempre più arrabbiato e affamato cade verso il baratro il quale si può allontanare con le risposte, con il fare che può arrivare anche con la mediazione, ma sicuramente mai con la tracotanza di avere le risposte in tasca: il partito unico solo al comando, l'umiliazione dell'avversario, non riconoscere dignità altro, sono comportamenti che vanno bene nelle dittature o nei regimi fondamentalisti. In democrazia se vuoi fare qualcosa devi tenere presente che ci sono gli altri e con questi trovare le soluzioni.
Tutto il contrario della proposta politica del M5S che si riassume nel accentuare lo scontro ed incrementare la rabbia del popolo per poterla cavalcarla, invece che placarla con i fatti.
L'intervento del deputato Rosato lo condivido in pieno anche se non appoggio il suo partito e la sua azione di governo
Incremento del consenso e denigrazione della democrazia sono due facce della stessa medaglia: colpire la democrazia malata italiana per trarne consenso, ma questo fa venire il voltastomaco se questo si fa in nome della democrazia.
Le cose si cambiano cambiandole e non trasformando l'aula della Camera nella curva sud o nel cloaca di spartizioni di poteri. Loro sono i tifosi colti da onnipotenza, questa maggioranza sono il risultato della loro mancata presa di responsabilità. Ai tifosi fa comodo questo tipo di maggioranza per urlare che la democrazia fa schifo e trarne ancor più consenso.
Nessuno pensa all'Italia, ma ad avere il potere per comandarla e non per migliorarla
C'è chi usa le istituzioni per salvare un pregiudicato e chi le denigra per avere consensi.
Nel frattempo i farabutti salvino il condannato, i burattini in nome di chi sa quale stabilità non fanno quello che da 20 anni volevano fare, e i pagliacci alle prese di onnipotenza non combinano niente di costruttivo. Intanto il popolo sempre più arrabbiato e affamato cade verso il baratro il quale si può allontanare con le risposte, con il fare che può arrivare anche con la mediazione, ma sicuramente mai con la tracotanza di avere le risposte in tasca: il partito unico solo al comando, l'umiliazione dell'avversario, non riconoscere dignità altro, sono comportamenti che vanno bene nelle dittature o nei regimi fondamentalisti. In democrazia se vuoi fare qualcosa devi tenere presente che ci sono gli altri e con questi trovare le soluzioni.
Tutto il contrario della proposta politica del M5S che si riassume nel accentuare lo scontro ed incrementare la rabbia del popolo per poterla cavalcarla, invece che placarla con i fatti.
L'intervento del deputato Rosato lo condivido in pieno anche se non appoggio il suo partito e la sua azione di governo
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